Analisi tattica Juve-Fiorentina: Bonucci è disastroso, Pirlo non incide dalla panchina

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Analisi tattica Juve-Fiorentina: la partita dello Stadium analizzata nei dettagli. Le mosse di Andrea Pirlo e Cesare Prandelli

All’Allianz Stadium si affrontano la Juventus e la Fiorentina. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Bonucci è disastroso

La pessima gara della Juve, sia nell’impatto che nella gestione, la si può tranquillamente riassumere nella prestazione di Bonucci. Il difensore juventino ha effettuato svarioni a ripetizione nel corso dei 90′: dopo il gol a freddo, con le marcature preventive che hanno funzionato male, Bonucci è parso davvero impreciso. Ha perso tanti palloni, con passaggi errati che hanno generato ripartenze pericolose (come quello che ha portato al terzo gol). Oggi la Juve è mancata anche nei propri leader, con un approccio negativo.

Ribery fa la differenza

Il grosso demerito dei bianconeri è stato probabilmente quello di non contenere un Ribery implacabile. Il francese è stato il vero regista offensivo della Fiorentina, si abbassava sul centro-sinistra, in una zona dove nessuno giocatore della Juve riusciva a leggere i suoi movimenti. La ricezione che ha portato al gol di Vlahovic (Ribery era libero di ricevere a causa di un’ampia distanza tra difesa e centrocampo bianconera) è stata un preludio della sua gara sublime

La Juve non è mai riuscita a contenere i suoi smarcamenti, con Bentancur in particolare in grosso affanno e preso alle spalle. L’ex Bayern guidava sia la manovra che le ripartenze della squadra, con i bianconeri molto fragili tra le linee. Nel secondo tempo, prima di segnare il raddoppio, la Fiorentina è riuscita a fare anche un ottimo e lungo palleggio conservativo, la Juve era inerme nel recupero palla: Ribery ha fotografato bene la sicurezza dei viola nella gestione del possesso. Ha continuamente seminato il panico contro una Juve sempre vulnerabile.

I cambi di Pirlo non incidono

Oltre al pessimo approccio della squadra, va detto che Pirlo ha ampiamente deluso anche nella gestione del match. I suoi cambi hanno inciso poco o nulla, dando anzi confusione ai propri giocatori e peggiorando la situazione. Con l’uomo in meno, è parsa molto discutibile la scelta di togliere Morata e rimanere senza centravanti. I bianconeri hanno avuto ancora meno presenza offensiva in area, è mancato un riferimento in avanti su cui appoggiarsi (magari lanciando anche dal basso). In tante azioni offensive, il centro dell’attacco era costantemente vuoto.

Inoltre, anche la rinuncia a McKennie nel secondo tempo è parsa cervellotica. Ha tolto dinamismo, capacità di coprire distanze ampie e riempimento dell’area di rigore. La Juve ha creato così poco o nulla.

Insomma, preoccupa la grande discontinuità di questa squadra, capace di passare in pochi giorni da una vittoria sublime (quella di Parma) a una debacle impronosticabile. Quando la gara si incanala su binari avversi, la Juve sembra non avere la ferocia e l’abilità nel raddrizzare la situazione. Il derby contro il Torino è stata una svolta, ma il crollo contro la Fiorentina è stato un brusco ritorno alla realtà. Dopo 9 anni di dominio, la Juventus è una squadra fragile, che incute meno timore agli avversari.

Condividi