Analisi tattica Lione-Juve: Ramsey entra bene, Pjanic è disastroso e allunga la squadra

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Analisi tattica Lione-Juve: la partita del Parc OL analizzata nei dettagli. Le mosse di Maurizio Sarri e Rudi Garcia

Al Parc OL si affrontano la Juventus e L’Olympique Lione in occasione dell’andata degli ottavi di finale di Chmapions League. Il match e le mosse dei due allenatori analizzate e studiate nei minimi dettagli.

Le difficoltà di Bonucci e Pjanic

Dopo un inizio sterile ma propositivo, la Juve si è progressivamente schiacciata dietro nel primo tempo. E’ spiccata la passività dei bianconeri, che senza palla sono stati lentissimi e hanno costantemente girato a vuoto. Il Lione ha tenuto il possesso con troppa facilità, facendo girare palla da un lato all’altro del campo. La Juve, decisamente sotto ritmo, faticava molto nello scivolare orizzontalmente, con i quinti dei francese (Dubois e Cornet) serviti costantemente in corsa. I bianconeri avevano sempre un tempo di ritardo nel pressing, e ciò si vedeva soprattutto nelle combinazioni laterali del Lione, dove i padroni di casa trovavano costantemente l’uomo alle spalle di Danilo e Alex Sandro. Bonucci e Pjanic sono stati forse i peggiori in campo: il loro svarione sul finale del primo tempo che quasi porta al raddoppio francese ben esprime la poca lucidità. Oltre a scappare costantemente all’indietro, l’ex Milan ha molto sofferto la fisicità di Dembele, mentre Pjanic ha dato pochissimo in mezzo al campo.

L’inconsistenza di Rabiot e Bentancur (da mezzali)

Oltre alle difficoltà difensive, per larghe fasi del match si è vista la solita Juventus che si rende poco pericolosa contro chi si difende bassa. Lento giro palla nella trequarti avversaria, con pochi smarcamenti: le poche volte in cui Cuadrado aggrediva la profondità, la Juve non riusciva a servirlo con i tempi giusti. Rabiot, in grossa difficoltà nel giocare sullo stretto, ha forse sintetizzato le grandi difficoltà offensive dei bianconeri, con una valanga di palloni sbagliati. Nel secondo tempo, ha provato a dialogare a sinistra con Alex Sandro, ma spesso sbagliava i tempi nel buttarsi dentro, si sono viste incomprensioni piuttosto grosse tra loro due. Anche Bentancur ha sofferto molto nel primo tempo, migliorando poi nella ripresa quando schierato davanti alla difesa. Ha dato intensità e alzato la linea della pressione, al contrario di quanto fatto da Pjanic in precedenza.

La situazione migliora con Ramsey

Dopo un’ora estremamente sterile, la Juve ha chiuso meglio la partita, schiacciando l’avversario. I bianconeri hanno occupato abbastanza bene la trequarti: Dybala ha agito largo nel 433, e con Ramsey mezzala la rifinitura è migliorata molto. Il gallese ha avuto un ottimo impatto, con la squadra che è stata brava a trovarlo diverse volte tra le linee e in profondità. Ramsey è l’unico con determinate caratteristiche tra i centrocampisti della Juve: lo si è visto nel primo tempo, in cui il contributo offensivo degli interni è stato nullo. Le sue qualità creative riescono a dare più imprevedibilità al fraseggio offensivo. Con un Pjanic in condizioni disastrose, probabilmente il gallese avrà molto minutaggio nelle prossime partite (e Bentancur agirà davanti alla difesa).