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Ballotta: «Juve superiore, ma Allegri stia attento al Bologna» – ESCLUSIVA

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Ballotta: «Juve superiore, ma il Bologna non lascerà nulla. Scudetto? Se lo vincono i bianconeri vuol dire che…» – ESCLUSIVA

Marco Ballotta è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24 per presentare il match tra Juventus e Bologna, in programma oggi all’Allianz Stadium di Torino. Tanti i temi toccati dall’ex portiere: di seguito tutte le sue dichiarazioni.

La Juventus è reduce da una vittoria di carattere a Cagliari, un match che porta i bianconeri a sei lunghezze dalla vetta. Questa squadra è ancora in corsa per lo scudetto a sei giornate dal termine?

«Sei punti sono tanti a questo punto del campionato, anche perché se ci fosse una sola squadra lì davanti si potrebbe anche sperare, ma essendocene tre diventa più problematico. Dovrebbero perdere due partite tutte e tre le squadre davanti, non è facile. Poi è indubbio che in questo momento del campionato vediamo che anche le altre non è che stanno andando a mille. Il Milan ha già avuto qualche battuta d’arresto: fanno fatica a segnare ma li vedo ancora pimpanti. A livello psicologico essere stati recuperati dall’Inter può avere per loro un risvolto negativo. L’Inter invece dopo la vittoria contro la Juve si è un po’ rigenerata. Forse proprio il passo falso con i nerazzurri è stato determinante per la Juve, che comunque ha già recuperato molti punti. La Juve sta avendo un buon ruolino di marcia ma secondo me non è candidata alla vittoria finale: se dovessero vincerlo loro vuol dire che le tre davanti hanno sbagliato tutto».

Chi è allora la favorita del terzetto là davanti?

«Al momento dico l’Inter, perché è quella che può avere il punto di vantaggio se vince il recupero contro il Bologna. Adesso devono parlare i numeri. Non potranno gestire solo quel punto di vantaggio, però sei davanti ed è sicuramente un vantaggio. Ma quest’anno mi sembra quasi che nessuno voglia vincerlo questo scudetto. Ci sono compagini lì davanti che non sono attrezzate per poter lottare sempre per portare a casa il risultato: l’Inter era quella più completa dal punto di vista dell’organico, ma anche lei ha avuto tanti alti e bassi».

I bianconeri sono attesi questo weekend da una sfida casalinga contro il Bologna. Che partita si aspetta tenuto conto del momento delle due squadre?

«La Juve ha solo un risultato per poter sperare. I bianconeri vincono le partite anche senza giocare benissimo, ma quest’anno questa squadra è così. Mi aspetto proprio una partita del genere: la Juve può metterla subito in discesa in modo da cambiarla anche dal punto di vista tattico, ma il Bologna non mollerà nulla. Il risultato non è scontato, ma la Juve è senza dubbio superiore».

Più in generale, vede una Juve cresciuta e più matura rispetto a inizio stagione? Sono state poste le cosiddette basi per il futuro?

«Con il cambio di allenatore e di alcuni giocatori è stato un anno di transizione. Per la prossima stagione non devono ricostruire ma andare a cambiare dove effettivamente c’è bisogno, penso che Allegri stia valutando tutti in questo senso. Ci sarà da fare un po’ di cambiamenti. Per fortuna hanno preso un centravanti che sta dando una grossa mano. In proiezione futura stanno iniziando a mettere qualcosa, ma bisogna ragionare anche in ottica europea, perchè c’è ancora troppa distanza tra le nostre italiane e le inglesi, alcune spagnole e le tedesche».

Nella giornata di giovedì la Juventus ha reso ufficiale il prolungamento del contratto di Mattia Perin. È la scelta giusta da parte della società? Pensa possa avere qualche chance in futuro di diventare l numero 1 della Juventus?

«Perin ha fatto una scelta importante per il club e per se stesso. Io forse non l’avrei fatta qualche anno fa, perchè se scegli di fare il secondo poi la tua carriera prende un indirizzo diverso, anche se sei dentro la Juve. Oggi probabilmente questa scelta l’avrei fatta tenuto conto anche del fatto che Sczczensy sta andando in là con l’età anche se è ancora un portiere di sicuro affidamento. Io credo che un pensierino in questo senso Perin ce l’abbia: tutti i giocatori aspettano il loro momento nella speranza che cambino le carte. Il contratto è un discorso di stima nei suoi confronti e di capacità, altrimenti non l’avrebbero riconfermato. Può fare il titolare, ma la Juve ha bisogno di un portiere di altissimo livello, anche se Perin quando ha giocato ha sempre fatto bene».

Che succede a Donnarumma? Secondo lei questi alti e bassi sono da ricondurre ad un ambiente che, almeno dall’esterno, non pare essere dei più idilliaci?

«È accaduto a tutti i portieri di avere momenti del genere, anche a Buffon. È normale, si è umani: magari si fa un errore, poi un altro, e a livello psicologico non sei più tranquillo, le tue prestazioni calano di conseguenza… ci sta tutto. In questo momento è in difficoltà ma ha dimostrato anche in passato di sapersi riprendere dopo qualche errore. Io penso che Donnarumma sia forte mentalmente: non a caso è il portiere della nostra Nazionale e gioca in una società così importante. Se è lì vuol dire che ci sono le condizioni affinché possa riprendersi, questo è fuori discussione».

È un rimpianto per la Juve non averlo messo sotto contratto la scorsa estate?

«Era un’occasione sicuramente, anche perchè non so se Szczesny possa andare avanti ancora per molti anni. Un portiere come Donnarumma ti poteva garantire per almeno dieci anni una tranquillità, senza andare in cerca di altri. È italiano, conosce il nostro campionato ed è un campione: poteva essere una bella occasione per la Juve. Non dico che non l’abbia sfruttata, ha fatto semplicemente altre scelte».

A suo modo di vedere qual è il ruolo in cui la Juve ha maggior necessità di intervenire sul mercato?

«Si dovrebbe intervenire in difesa: Bonucci e Chiellini hanno la loro età e c’è da ringiovanire. Chiellini potrà fare forse un altro anno ma ha sempre infortuni in cui può ricadere e non puoi dargli la titolarità in ogni partita, Bonucci anche lui è altalenante. In questo ruolo c’è bisogno di qualcosa di nuovo, un giocatore che ti possa garantire almeno quelle 30 partite da titolare. De Ligt deve rimanere a qualsiasi costo perchè girerà molto intorno a lui dal prossimo anno. Lì davanti è andato via Dybala e servirà qualcuno che farà le sue veci, in mezzo al campo invece c’è da migliorare. Qualche ritocco nei ruoli importanti andrà fatto».

Si ringrazia Marco Ballotta per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista

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