Bernardeschi falso nueve: l’ultima idea di Mancini prende forma

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Il ct azzurro è pronto a cambiare ruolo al trequartista di Allegri: Federico Bernardeschi falso nueve è un esperimento che può funzionare davvero

Affascinante, ambiziosa, necessaria. Federico Bernardeschi falso nueve è la mossa pensata dal ct azzuro per fronteggiare l‘Ucraina e il mal di attaccanti, metaforico e letterale, che ha colpito la Nazionale. L’esperimento di Mancini può davvero essere vincente.

Bernardeschi falso nueve: da esigenza nasce virtù

L’idea nasce da un problema di fondo. Questa Nazionale non ha attaccanti centrali di ruolo, o quasi. Con Belotti out dalle convocazioni e Zaza rincasato per un guaio al polpaccio, Ciro Immobile rimane l’unico primo riferimento offensivo di livello. La chiamata estemporanea di Lasagna, in tal senso, non offre salde garanzie. Ed allora, come annunciato dallo stesso ct nella conferenza stampa pre Ucraina: «Davanti proveremo soluzioni nuove». Ed una di queste prevederà, come suggerito dagli ultimi allenamenti in quel di Coverciano, Federico Bernardeschi falso nueve. Un ruolo che il 33 della Juventus, in carriera, ha ricoperto mai o quasi ma che, potenzialmente, ha nelle corde. Perché per quanto la naturale tendenza del giocatore sia quella di svariare sull’esterno, le qualità di finalizzatore dalla breve e lunga distanza – che il 33 ha ampiamente dimostrato di avere – sarebbero maggiormente esaltate da un collocamento più centrale.

Bernardeschi falso nueve: un assist per Allegri

Un po’ come ai tempi della Fiorentina, ma sopravanzato di una decina di metri. Pronto a  dialogare con la mediana e a creare lo spazio per gli inserimenti degli esterni d’attacco e dei centrocampisti della Nazionale o, perché no, della Juventus. Proprio così: qualora la sperimentazione del Mancio dovesse funzionare, non è da escludere che Allegri possa riproporre Bernardeschi in quel ruolo. Pienamente giustificato (se non quasi indotto), tra l’altro, dal lavoro svolto da Federico in questa stagione e mezzo di Juve e finalizzato allo snellimento da inutili personalismi ed al potenziamento muscolare. E chissà che la parabola ascendente del 33 bianconero, nella nuova posizione, non possa raggiungere altezze ancora più vertiginose. Federico, si sa, impara in fretta.

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