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Bonsignore (Corriere dello Sport): «Juve, il futuro di Pirlo dipende da tre fattori» – ESCLUSIVA

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Filippo Bonsignore, giornalista del Corriere dello Sport, in esclusiva a JuventusNews24.com sul futuro di Pirlo e della Juventus

Filippo Bonsignore, giornalista a seguito della Juventus per il Corriere della Sera e il Corriere dello Sport ha parlato in esclusiva a JuventuNews24.com del futuro di Pirlo e della squadra bianconera.

Quanto influiranno le prossime partite sul futuro di Andrea Pirlo alla Juventus?
«Influiranno, sicuramente. Ora la priorità è entrare in Champions, quindi guardarsi le spalle: arrivare tra le prime quattro è un obbligo. Al di là delle fisiologiche partite storte hai perso punti con Crotone, Benevento, Fiorentina e subìto rimonte per disattenzioni. La Juventus non può più permettersi di sbagliare, anche se ogni volta che abbiamo sentito questa frase dopo una sconfitta i bianconeri sono scivolati di nuovo. Ma oltre ai risultati dipenderà molto anche dagli sviluppi che avrà il progetto e da quanto Pirlo avrà in mano lo spogliatoio alla fine di questa stagione. Al momento non mi sembra che i giocatori lo stiano seguendo molto. Dopo la gara col Benevento ha un po’ scaricato le colpe sulla squadra. È vero che non va lui in campo ma deve essere in grado di trasmettere quello che vuole».

Focalizzandoci sui risultati: la Coppa Italia può essere un appiglio?
«Potrebbe, è una competizione bistrattata ma importante. Quando la perdi o vieni eliminato brucia perché è un trofeo perso. E poi un bilancio con la sola Supercoppa sarebbe fallimentare. Già la per la Juve perdere lo scudetto così è stato un fallimento. L’Inter non è stata la squadra ammazza-campionato, ha fatto semplicemente il suo. Sono i bianconeri a non essere mai andati oltre tre vittorie di fila».

Allegri, Zidane, Inzaghi, Spalletti, Mancini: quale sarebbe il profilo più abbordabile ad oggi?
«
Non c’è un favorito per il dopo Pirlo. La stagione è ancora nel pieno, anche se la programmazione dovrebbe iniziare adesso. La margherita è piena di petali ma molto potrebbe dipendere dalla capacità di investimento dei bianconeri. Allegri domenica ha fatto crescere la nostalgia di tanti, ma non so quanto sia praticabile: è amico di Agnelli ma forse il rapporto con Paratici e Agnelli è cambiato. Zidane è un pallino di Agnelli, il suo futuro dipenderà dall’esito della stagione del Real Madrid. Inzaghi lo hanno già inseguito per il dopo Sarri e rappresenterebbe una scelta low cost. Mancini potrebbe essere tentato da un club dopo l’Europeo ma è pressato dal Federcalcio per il rinnovo. Spalletti anche è sulla lista e a fine stagione non sarà più a libro paga dell’Inter. È una situazione in piena evoluzione, ma credo che qualche idea ci sia già».

Cristiano Ronaldo resterà alla Juventus?
«Sicuramente una mancata qualificazione allo Champions lo renderebbe molto difficile. Perderesti una fetta di ricavi clamorosa da 80/90 milioni una situazione economica che è tragica per tutti e che nell’ultima semestrale ti ha fatto registrare un passivo di circa 114 milioni. La pandemia incide ancora e il danno sarebbe incredibile. Il discorso CR7 comunque è aperto, sarà considerato il suo peso sul bilancio e verrà rapportato ai risultati di fine stagione. Ma sarebbe una rinuncia tecnica clamorosa, discuterlo è una critica. Nelle ultime settimane ho sentito critiche di tutti i generi. Ma identificare in lui il problema principale è una follia. Non è lui il responsabile dell’eliminazione col Porto: ha avuto due palloni giocabili in due partite e con uno si era guadagnato il rigore che non gli hanno fischiato. Non so dove sarebbe la Juve senza di lui, una Juve che ha affrontato questa stagioni con soli tre attaccanti di ruolo. Ma sinceramente non penso che CR7 voglia chiudere così la sua esperienza in Italia. Non è da lui…».

Si ringrazia Filippo Bonsignore per la disponibilità mostrata in occasione di questa intervista