
Il leader difensivo della Vecchia Signora tradisce nelle marcature chiave e scatena le critiche per le dichiarazioni postpartita. Il recap della notte di Bremer
Il crollo casalingo subito dalla Juventus contro la Lazio ha visto tra i principali imputati proprio il suo pilastro difensivo, Gleison Bremer. Una prestazione da incubo per il centralone brasiliano, andato letteralmente in cortocircuito durante i novanta minuti dello Stadium e finito nel mirino della critica sia per le disattenzioni sul terreno di gioco sia per l’atteggiamento mostrato dinanzi ai microfoni a fine gara.
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Sul rettangolo verde la prova dell’ex granata è stata macchiata da sbavature decisive: sulla rete del vantaggio biancoceleste si è fatto sovrastare di testa da Oliver Provstgaard, concedendo allo stacco dell’avversario lo spazio fatale per battere il portiere. Successivamente, in occasione del tris calato da Dele-Bashiru, il difensore della Vecchia Signora è apparso gravemente molle nei contrasti, affrontando l’incursione della punta con troppa superficialità e senza la consueta ferocia agonistica.
A completare la serata no sono arrivate le dichiarazioni a caldo rilasciate al termine del match, giudicate decisamente evitabili da ambiente e tifoseria. In un momento di grande smarrimento per la Juve, puntare il dito verso la squadra anziché fare autocritica rappresenta uno scivolone pesante per uno dei senatori dello spogliatoio. Luciano Spalletti dovrà ora lavorare parecchio sulla testa del suo leader per ritrovare la solidità difensiva indispensabile in vista delle prossime uscite.