Buffon all’ultima stagione, ma il suo futuro è la Juve

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Per Gigi Buffon non sarà un addio al calcio, pronto un ruolo come dirigente e sta già iniziando a fare pratica

«Non voglio essere un burattino». Così aveva parlato Gigi Buffon sulla possibilità di una carriera come dirigente dopo il fatidico addio al calcio. Un momento che segnerà un prima e un poi, all’interno di tutta la storia italiana. Ma il fatidico giugno 2018 Gigi appenderà i guantoni al chiodo. «Qualsiasi cosa faccio dopo voglio essere preparato al meglio». La ricerca della perfezione per il numero uno dei numeri uno è infatti il minimo che ci si possa aspettare.

BUFFON – Quale sarà dunque il futuro di Gigi Buffon post 2017/18? Al di là di vari labiali intercettati, il portierone bianconero non ci ha ripensato. Questa è la sua ultima stagione. C’è solo una clausola ancora in gioco: se la Juve dovesse vincere la Champions, allora si concederebbe ancora un anno bonus. Per provare a vincere l’altro trofeo che ancora manca alla sua bacheca: il Mondiale per Club. Attualmente Gigi continua a essere fermo ai box, colpa di un problema ai polpacci. Allegri non ha voluto rischiarlo prima della pausa, ma al rientro ci sarà. Dietro però c’è anche un altro tipo di strategia.

Buffon, l’infortunio come opportunità: il futuro da dirigente

La Juve infatti vuole testare già in queste partite l’affidabilità di Szczesny. Perchè uno come Buffon non si rimpiazza da un giorno all’altro. Il crash test con il portiere polacco è stato più che positivo, ma reso necessario dopo qualche intoppo di troppo (vedi il gol subito col Benevento). Dietro la reticenza di Allegri a far tornare dal 1′ Buffon si legge anche questo. E intanto Gigi ha potuto orientarsi in quello che potrebbe essere a breve il suo nuovo mondo. Ovvero scrivanie, ufficio e anche campo. Ma in un altro modo rispetto a prima.

NEDVED – Proprio sull’esempio di Pavel Nedved, attuale vicepresidente del club, lo stesso percorso si staglia anche di fronte a Buffon. Che potrebbe lavorare proprio in sinergia con il portiere polacco. Tutto dipende da lui. Vuole essere preparato al meglio e «non fare il burattino» per l’appunto. Il tempo di riposo forzato l’ha aiutato anche in questo senso. Per schiarirsi le idee e (perchè no?) fare anche un pò di pratica. D’altronde la benedizione Elkan c’è già. «Ha un grande futuro da dirigente davanti», parola di Lapo.

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