Burioni: «Se Rugani si fosse allenato così, avrebbe potuto contagiare tutti»

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Burioni: «Se Rugani si fosse allenato così, avrebbe potuto contagiare tutti». Parola al virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele

Roberto Burioni, virologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha rilasciato a La Gazzetta dello Sport un’intervista relativamente all’emergenza Coronavirus nel mondo del calcio.

CASO RUGANI – «Se era totalmente asintomatico perché gli hanno fatto il tampone? Se aveva 37.4, qualche sintomo lo aveva… Diciamola in questo modo: questo virus può dare dei quadri molto lievi e questo è pericoloso perché una persona con sintomi leggerissimi, come evidentemente Rugani, ha il potere nefasto di infettare gli altri. E se fosse andato ad allenarsi così avrebbe potuto contagiare, compagni, tecnico, staff, singoli inservienti».

PROCEDURA – «Andiamo per ordine: Rugani si è infettato da poco e, come detto, serve tempo. Ma tutti, da Agnelli a Dybala devono stare rigorosamente isolati. Devono controllare se hanno la febbre un paio di volte al giorno. Devono verificare se hanno anche il più minimo sintomo, sopratutto respiratorio».

PROSSIMI GIORNI – «Le regole per Rugani, ma anche per Gabbiadini, sono note e ferree. Starà isolato, senza contatti col mondo, monitorando l’eventuale febbre, fino a quando non sarà negativa la presenza del virus sulle secrezioni respiratorie. Diciamo due settimane minimo, ma l’infezione varia di persona in persona».

ALLENAMENTI IN QUARANTENA – «Non è certo proibito allenarsi, basta farlo da soli. Anche nel campetto sotto casa, l’importante è che non ci sia nessuno. Che siano nella palestra della propria abitazione o in un ambiente esterno, conta solo l’isolamento. Immagino che tutti, in questo strano periodo, dovranno mantenere tono muscolare e condizione fisica».

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