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Calciomercato Juve, l’estate della svolta: da Goretzka a Kolo Muani, la Vecchia Signora si reinventa

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25 giugno 2026  |  Calciomercato Juve

Chi segue la Juventus da anni sa quanto possono pesare certe estati. Non sono semplici sessioni di mercato: sono momenti in cui si decide l’identità di un club, si ridisegnano equilibri, si scrivono o si riscrivono storie. L’estate 2026 è una di quelle, forse ancora di più. Ho seguito da vicino ogni aggiornamento di questo mercato bianconero e devo ammettere che, pur tra mille difficoltà, c’è qualcosa di affascinante nel vedere una grande squadra che si rimbocca le maniche e cerca se stessa. Niente Champions League, bilancio da riequilibrare, un nuovo direttore generale — Giovanni Carnevali — chiamato a fare ordine nel silenzio dei Mondiali in corso. Eppure il mercato della Juve è già vivo, e le idee non mancano.

Un bilancio che chiede risposte immediate

La realtà è questa: la Juventus deve vendere entro fine giugno per rimettere in ordine i propri conti. Non è un pettegolezzo, è una necessità certificata dai movimenti di questi giorni. Thuram è corteggiato con insistenza dal PSG. Cambiaso potrebbe partire per finanziare gli acquisti. Miretti è nel mirino di Bologna e Villarreal. Ho incrociato i dati pubblicati da Sky Sport sugli acquisti già ufficiali dell’estate 2026 in Serie A e quello che emerge è chiaro: chi si muove presto ha più potere contrattuale. La Juve lo sa, e Carnevali — con la sua reputazione di operatore silenzioso e concreto — sembra averlo capito perfettamente.

Non è una situazione facile da accettare per un tifoso abituato a vedere la propria squadra protagonista assoluta delle sessioni estive. Ma è la realtà, e girarci attorno non serve. Il primo passo verso il rilancio passa necessariamente da qui: cedere bene per poter acquistare meglio.

La porta: una priorità che non si può rimandare

La questione portiere è forse il nodo più urgente di questa estate bianconera. Di Gregorio ha chiuso una stagione in chiaroscuro — un ragazzo di qualità, ma che ha pagato il peso di una maglia esigente — e la dirigenza vuole alzare l’asticella. Il nome più caldo rimane quello dell’Emi Martínez dell’Aston Villa, il “Dibu”: un portiere di livello mondiale, capace di decidere partite, con una personalità che la Juventus ha bisogno di ritrovare tra i pali. I contatti ci sono, la volontà del giocatore pure, ma la distanza economica con il club inglese resta un ostacolo concreto.

In lista ci sono anche Guglielmo Vicario — su cui si è inserito prepotentemente il Napoli di Allegri — e, a sorpresa, Mile Svilar della Roma, profilo giovane e di grande prospettiva che i giallorossi sarebbero disposti a cedere a cifre accessibili. Tre nomi molto diversi tra loro, tre filosofie di mercato differenti. La scelta che verrà fatta dirà molto sul tipo di progetto che Spalletti ha in mente.

Il centrocampo che Spalletti sogna

È qui che si gioca la sfida più ambiziosa, e lo ammetto: è il reparto che mi ha tenuto sveglio più notti, seguendo ogni indiscrezione. Il sogno dichiarato di Spalletti è Stanislav Lobotka del Napoli, il metronomo che il tecnico conosce alla perfezione. Un regista di cui si fida ciecamente, capace di dare ordine, ritmo e intelligenza tattica a qualsiasi squadra. L’ostacolo? Il Napoli non vuole cedere il suo punto fermo, almeno non a condizioni vantaggiose per i bianconeri.

Ma è su Leon Goretzka che ho passato più tempo a riflettere. Il centrocampista tedesco del Bayern Monaco rappresenta un’opportunità concreta: fisicità europea, gol da centrocampo, esperienza nelle grandi notti. Come abbiamo analizzato su queste pagine, ci sono almeno tre motivi solidi per cui la Juve dovrebbe fare uno sforzo per portarlo a Torino. Il problema è l’ingaggio, non trascurabile. Ed è qui che torna in gioco la logica delle cessioni: la partenza di Thuram al PSG potrebbe generare la plusvalenza necessaria per finanziare l’operazione.

C’è poi il duello con l’Inter per Curtis Jones del Liverpool: un jolly moderno, duttile, capace di giocare in più posizioni. La sua quotazione è alta e frena le velleità bianconere, ma il nome è entrato nei ragionamenti della dirigenza. Anche tra chi segue le quote sportive su piattaforme di scommesse regolamentate come StarVegas, la Juventus è rimasta una delle squadre più monitorate d’Italia, segno che l’attenzione attorno alla Vecchia Signora non si spegne mai, nemmeno nelle stagioni di transizione.

L’attacco: Kolo Muani e la fiducia ritrovata in David

Se c’è un nome che ha scaldato i cuori dei tifosi bianconeri in queste settimane, è quello di Randal Kolo Muani. Il francese, in prestito alla Juve nella seconda parte della scorsa stagione, vuole tornare a Torino. La fiducia tra i due club è cresciuta, i passi in avanti con il PSG ci sono stati nelle ultime ore, e lui stesso sarebbe disposto a fare sacrifici pur di indossare ancora la maglia bianconera. Ho seguito ogni aggiornamento con quella tensione mista di ottimismo che conosce bene chi segue il mercato: ci sono le premesse per la fumata bianca, ma prima bisogna sciogliere i nodi legati alle uscite di Openda e David.

E proprio Jonathan David merita un capitolo a parte. Il canadese ha messo a tacere le voci di un addio: “Ho ancora cinque anni di contratto, resto qui” ha dichiarato con una chiarezza che ho apprezzato. Sei gol in trentacinque presenze non bastano per un giocatore arrivato con quella reputazione, ma David è arrivato a parametro zero, ha dimostrato qualità in certi momenti, e soprattutto sembra avere quella fame di riscatto che spesso produce le migliori stagioni. Io ci credo. E credo che Spalletti sia il tecnico giusto per farlo esplodere.

La difesa: solidità da ricostruire mattone per mattone

Anche il reparto arretrato è al centro dei pensieri di Carnevali. Gleison Bremer vuole restare, la società sembra orientata a tenerlo, ma senza un rinnovo del contratto la situazione resta tecnicamente in bilico. Nel frattempo, il direttore sportivo ha mosso pedine inaspettate: la Juve si è inserita nella corsa a Mario Gila della Lazio, cercando di anticipare il Napoli in un duello tutto italiano che promette scintille.

Ma è Jhon Lucumì del Bologna il nome che mi ha colpito di più. Ho visto la sua partita ai Mondiali contro il Congo: sei salvataggi decisivi, una prestazione da leader. Il colombiano è diventato un obiettivo concreto, e i dati confermano la sua crescita — come si evince dall’analisi dei movimenti ufficiali della Juventus su Transfermarkt, la rosa bianconera ha bisogno di innesti in ogni reparto, e in difesa serve un profilo affidabile e di personalità. Lucumì sembra avere entrambe le caratteristiche.

Un’estate da vivere con fiducia, non con ansia

Ho imparato, negli anni, che seguire il mercato della Juve in certi momenti può diventare logorante. Si corre dietro a ogni voce, si passa da un entusiasmo all’altro, si vive di attese. Ma ho anche imparato che le grandi squadre, quando si ritrovano con le spalle al muro, spesso tirano fuori qualcosa di inaspettato. Giovanni Carnevali ha la reputazione di chi sa muoversi bene nel silenzio, lontano dai riflettori. Luciano Spalletti porta idee chiare, una visione di gioco precisa, e la capacità di valorizzare i giocatori che altri allenatori hanno lasciato a metà strada.

Questo mercato non sarà necessariamente spettacolare nei nomi. Ma potrebbe essere intelligente nelle scelte, coerente con un progetto di lungo periodo. E in fondo, è proprio così che si costruiscono le stagioni che lasciano il segno. La Juventus si sta reinventando, e io — da appassionato che la segue ogni giorno — sono curioso di vedere dove arriverà.

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