Caremani: «Mi salvai dall’Heysel grazie a un 5 in Latino»

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Caremani: «Mi salvai dall’Heysel grazie a un 5 in Latino». Lo scrittore parla in esclusiva su JuventusNews24: il retroscoena

Francesco Caremani, autore del libro “Heysel: una strage annunciata“, parla in esclusiva su JuventusNews24.

E poi?
«Avevo fatto una scommessa con mio padre in seconda liceo: avevo latino un po’ barcollante e l’ultimo compito prendo 5 quindi perdo la scommessa e non vado. Ho dei ricordi molto forti di Roberto ed è una storia molto personale. Oppure Giuseppina Conti che proprio da questo punto di vista è il mio contraltare. Anche lei di Arezzo, liceale, pagella bellissima e il padre come premio la porta all’Heysel e lui è tornato con la figlia nella bara. Aveva 17 anni».

Per un 5 in pagella non sei andato lì ma come hai vissuto quella partita sapendo che potevi essere lì e che avevi un amico di famiglia in quello stadio?
«Io l’ho vista male perchè la partita non inizia e tutti ci chiedevamo perchè. Ovviamente a quel tempo non c’erano i cellulari, i social e i mezzi di cui disponiamo ora, c’era una tecnologia abbastanza immobile. Eravamo a casa di un amico e arriva la telefonata di mia madre che mi dice: “Roberto è ferito”. Ovviamente non era vero ma non lo sapeva neanche lei in quel momento perchè Otello, prima di dire alla moglie che l’unico figlio era morto, ci ha messo un po’ di tempo ma quando mia madre mi chiamò Roberto era già morto. Io sono andato a casa di un altro amico a dormire, ovviamente con il morale a pezzi, mentre ad Arezzo come in alte città si scatenava la festa e i caroselli e questo mi ha ferito molto. Poi la mattina mi sono alzato con la notizia che Roberto era morto e andare a scuola è stato parecchio pesante per me: c’erano i ragazzini che prendevano in giro la Juve e la coppa insanguinata e cose così. La cosa brutta è che ok, da ragazzini si è sciocchi e ignoranti per definizione però purtroppo quelle battute sono durate anche in età adulta e lì diciamo che non sto neanche più zitto».

Condividi