
McKennie in un periodo negativo, Caressa dice la sua: «Secondo me il problema è questo»
Nelle ultime partite la Juventus ha mostrato una continua evoluzione a livello tattico, cambiando pelle in più circostanze nel tentativo di trovare la quadratura ideale. Tra i protagonisti assoluti di questa metamorfosi spicca senza dubbio Weston McKennie: l’eclettico centrocampista statunitense è stato impiegato da Luciano Spalletti in molteplici zone del campo, venendo sovente spostato anche lungo la corsia esterna per garantire equilibrio e dinamismo. Una gestione polivalente che ha attirato l’attenzione della critica, spingendo il giornalista di Sky Sport Fabio Caressa a commentare con fermezza i continui cambi di ruolo del texano:
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«Secondo me McKennie non deve fare l’esterno, McKennie può essere uno dei due. Allora Sarr ha fatto un’ottima partita e mi sembra il giocatore più in crescita della Juventus in assoluto. A McKennie soprattutto darei un po’ di tranquillità, cioè non può continuare a girare per il campo in 90 minuti. Ecco, quello che io trovo un po’ della Juventus che deve migliorare è che mi sembra una squadra a tratti un po’ confusa, cioè non tanto convinta di quello che sta facendo. E questo secondo me è un po’ il nodo che si porta avanti da un po’ di tempo: ci vorrebbero forse soluzioni più semplici e più costanti nel tempo per far sì che i giocatori poi si possano adattare».
La riflessione di Caressa tocca un nervo scoperto dell’avvio di stagione bianconero. Se da una parte l’esplosione e la crescita esponenziale di Pape Matar Sarr offrono certezze granitiche e fosforo in mezzo al campo, dall’altra il continuo nomadismo tattico rischia di togliere serenità a un interprete prezioso come McKennie. Per ritrovare quella solidità mancata a sprazzi e dare convinzione a un gruppo a tratti disorientato, la compagine di Spalletti è chiamata ad abbandonare gli esperimenti, puntando su soluzioni più lineari, semplici, costanti e stabili nel tempo.