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Caso arbitri, spuntano delle ‘pretese’ dei club verso Rocchi: cosa sta succedendo

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Caso arbitri, spuntano delle pretese nei confronti di Rocchi da parte di alcuni club. Cosa sta succedendo e cosa dicono le intercettazioni

L’inchiesta che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano si arricchisce di nuovi, scottanti dettagli. Al centro delle indagini condotte dalla Procura di Milano troviamo il cosiddetto caso arbitri, un filone investigativo che mira a fare luce su presunte opacità nella gestione delle designazioni e sui rapporti, talvolta troppo stretti, tra i vertici arbitrali e le società di Serie A.

Secondo quanto riferito da Calcio e Finanza, il nucleo dell’inchiesta si starebbe concentrando su una serie di intercettazioni risalenti a circa un anno fa. Al centro di questi dialoghi figura Gianluca Rocchi, il designatore attualmente autosospeso e iscritto nel registro degli indagati. Le conversazioni coinvolgerebbero figure di spicco come Riccardo Pinzani, ex ufficiale di collegamento tra AIA e club, e Andrea Butti, responsabile delle competizioni per la Lega Serie A. Sebbene questi ultimi non risultino indagati, le loro parole sono al vaglio degli inquirenti della Guardia di Finanza per ricostruire la rete di influenze nel sistema arbitrale.

La giornata odierna ha segnato un punto di svolta con le audizioni coordinate dal pm Maurizio Ascione. Negli uffici della Procura si sono alternati Pinzani, Butti e il club referee manager della Lazio. L’obiettivo degli inquirenti è cristallizzare il quadro investigativo, cercando conferme a quello che molti temono: l’esistenza di un protocollo informale volto a condizionare le scelte dei direttori di gara.

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Il caso arbitri solleva interrogativi inquietanti sulle presunte “pretese” avanzate da alcune società. Gli inquirenti sospettano infatti che alcuni club abbiano esercitato pressioni indebite per ottenere profili arbitrali graditi, trasformando il dialogo istituzionale in un terreno di potenziali pressioni e favoritismi.

Un altro tassello fondamentale riguarda la figura di Giorgio Schenone, Club Referee Manager dell’Inter. Sebbene la sua posizione sia attualmente priva di profili penali, i suoi contatti con Rocchi sono finiti sotto la lente d’ingrandimento per chiarire ogni possibile zona d’ombra nei rapporti tra arbitri e club.

In un clima di crescente tensione, il caso arbitri promette di riservare ulteriori sorprese. Le verifiche tecniche sui dispositivi sequestrati e l’analisi dei tabulati telefonici proseguiranno senza sosta nei prossimi giorni. Il calcio italiano resta in attesa di capire se si tratti di episodi isolati o di un sistema strutturato volto a minare l’imparzialità del campionato.

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