
«Siamo sicuri che la Juventus possa permettersi questo turnover?»: l’analisi a caldissimo di Marco Baridon dopo la gara di Vigo
Nell’immediato post-partita dell’intensa e sofferta trasferta di Balaídos tra Celta Vigo e Juventus, il giornalista Marco Baridon ha tracciato un bilancio lucido ed esaustivo della prestazione bianconera nel consueto appuntamento video in diretta con la rubrica social di JuventusNews24, “A caldissimo”. Un’analisi a trecentosessanta gradi che ha saputo fotografare alla perfezione le due anime mostrate dalla formazione guidata da Luciano Spalletti, capace di strappare tre punti d’oro per la classifica di Europa League ma al tempo stesso protagonista di novanta minuti dalle evidenti contraddizioni tattiche ed emotive.
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La nota maggiormente positiva della notte iberica risiede indiscutibilmente nel carattere e nella determinazione feroce: la Signora ha evidenziato una travolgente voglia di andarsi a prendere la vittoria a ogni costo, indipendentemente da ogni ostacolo e gettando il cuore sul rettangolo verde nei caldissimi minuti conclusivi della gara. Una reazione d’orgoglio indispensabile soprattutto per cancellare un primo tempo decisamente negativo, contrassegnato da una serie infinita di errori tecnici in fase di impostazione, un ritmo eccessivamente blando, pochissima lucidità nelle scelte offensive e continue sbavature individuali che avevano concesso troppo campo all’iniziativa dei padroni di casa galiziani.
Il rovescio della medaglia, tuttavia, evidenzia un limite strutturale che non può passare affatto inosservato: questa Juventus non sembra potersi ancora permettere un turnover sereno e privo di contraccolpi. Il divario di rendimento tra le seconde linee e gli interpreti principali è apparso netto e a tratti preoccupante. Non è una coincidenza che l’inerzia del confronto sia cambiata radicalmente solo con la discesa in campo dei titolarissimi: gli ingressi nella ripresa di Gleison Bremer, Jhon Lucumí e Nico Gonzalez hanno letteralmente trasfigurato il volto della squadra, garantendo solidità nei contrasti, pulizia tecnica, entusiasmo e quella leadership che prima mancava del tutto. Profili di caratura superiore che si confermano autentiche colonne irrinunciabili nello scacchiere tattico di Luciano Spalletti.
Questo il suo pensiero: