Compleanno CR…7 retroscena da extraterrestre

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Compleanno CR…7 retroscena da extraterrestre che hanno contraddistinto la carriera del fuoriclasse della Juve

35 anni: un passato costruito con solide fondamenta, un presente alla ricerca della perfezione e un futuro ancora da scrivere. Cristiano Ronaldo festeggia un compleanno speciale in casa Juve, il suo secondo con la casacca bianconera cucita sulla sua pelle. Sono tanti i ricordi, le testimonianze di una gloriosa carriera del fuoriclasse portoghese, che nel corso degli anni è stato descritto da autentico extraterreste dai suoi compagni di squadra e allenatori.

GIOVANE FUORICLASSE. Ad accorgersi, all’alba della sua ascesa, del talento cristallino già da ragazzo fu Ole Gunnar Solskjaer. L’attuale allenatore del Manchester United, in un’intervista del 7 novembre 2018 a La Gazzetta dello Sport, ricordò un’amichevole disputata da giocatore contro lo Sporting Lisbona di CR7. «Io facevo l’esterno d’attacco a destra e quel giovanotto con la faccia da bambino volava sulla stessa fascia: semplicemente, non era possibile fermarlo. A fine partita – svela Solskjaer – siamo andati tutti da Sir Alex a dirgli: ‘Questo prendiamolo subito!’. Per fortuna è andata così: mai giocato con uno tanto grande».

TALENTO E PERSEVERANZA. Un giovane talento sbocciato in madre patria e volato a Manchester per proseguire la sua crescita. All’Old Trafford, Cristiano Ronaldo ha affinato la sua tecnica e il suo potenziale, lavorando meticolosamente al fine di migliorare ogni sua caratteristica. E le parole di Carlos Tevez, rilasciate il 31 ottobre 2019 direttamente da Buenos Aires, confermarono l’assiduo lavoro quotidiano del portoghese: «Ricordo che al Manchester United se ci dovevamo allenare alle nove del mattino, anche se arrivavi alle otto lui era già lì. Se arrivavi alle sette e mezzo lo trovavi lì lo stesso. Una volta ho fatto di tutto per arrivare prima di lui, giunsi al campo di allenamento alle sei e mezza per precederlo, ma lui era lì. Era mezzo addormentato, ma c’era già…».

IL NUMERO UNO. La costanza, l’allenamento, l’essere sempre focalizzato sull’offrire la miglior performance hanno caratterizzato anche la sua carriera in Nazionale. Fin dalle giovanili, CR7 ha incarnato lo spirito del Portogallo, guidando la sua selezione verso importanti traguardi. Il 3 ottobre 2019, intervistato dal Times, José Fonte raccontò la straordinaria mentalità di Cristiano nello spogliatoio: «Avevo 16 anni, lui ne aveva compiuti 15. Il primo ricordo che ho di lui è nella doccia mentre faceva flessioni sfidando i suoi compagni, diceva ‘Ne farò più di voi’…».

MENTALITA’. È proprio questa la chiave primaria che accompagna Ronaldo, dentro e fuori dal campo, Perché non è un caso che un giocatore in grado di ottenere così tanti successi in carriera utilizzi la stessa dedizione in qualsiasi attività svolta. Lo ha raccontato Patrice Evra, ai microfoni di ITV Sport il 19 giugno 2018, in un curioso episodio legato al ping pong: «Una volta perse a ping pong contro Rio Ferdinand. Era sconvolto, così mandò immediatamente il cugino a comprare un tavolo da ping pong. Si allenò per due settimane ininterrottamente, poi sfidò nuovamente Rio Ferdinand e vinse davanti a tutti. Questo è Cristiano Ronaldo, è per questo che non sono sorpreso dalla sua voglia infinita di vincere un altro Pallone d’Oro e di conquistare il Mondiale».

THE BEST. E quella determinazione nel diventare il migliore è spesso sfociata in alcune dichiarazioni divenute celebri e simboliche per descrivere un atleta mai pago dei suoi risultati. Come in quell’occasione in cui, durante un’intervista insieme a Rio Ferdinand ed Anderson (che senza dubbi indicarono Diego Armando Maradona come miglior giocatore di tutti i tempi), Ronaldo alla domanda rispose con un chiaro e diretto: «Il migliore? Sono io!».

PROVOCAZIONE VERDEORO. Anche Danilo, suo attuale compagno di squadra alla Juve e insieme a CR7 anche al Real Madrid, ha ricordato una conversazione particolare con il portoghese legata al Brasile in un’intervista del 16 novembre 2019 a DAZN: «L’ho conosciuto ai tempi del Real Madrid, l’ho ritrovato alla Juve. Si applica al calcio in un modo maniacale, cura ogni dettaglio. Ciò dimostra come i successi non arrivino per caso ma bisogna cercarli. Una volta mi ha detto che, se avesse giocato con la Seleçao, adesso il Brasile avrebbe in bacheca cinque Coppe del Mondo in più».

ALLENAMENTO NOTTURNO. La mentalità di Cristiano non è di certo mutata con il passare degli anni, anzi. Anche all’arrivo alla Juve, lo scorso anno, all’età di 34 anni, Ronaldo è sempre rimasto il solito stakanovista dedito al potenziamento delle proprie qualità. Lo ha raccontato Medi Benatia a RMC Sport, svelando un retroscena risalente al viaggio di ritorno dopo la trasferta contro l’Atalanta. «L’episodio risale a un viaggio di ritorno da Bergamo, noi due non avevamo giocato ed eravamo rimasti in panchina, perché ci sarebbe stata una partita tre giorni dopo. Sull’autobus di ritorno, Ronaldo mi dice: ‘Cosa hai intenzione di fare adesso appena torniamo?’ Gli rispondo: ‘Beh, sono le 23, vado a casa, perché?’ E a quel punto mi disse: ‘Non hai voglia di fare una piccola seduta di allenamento? Non ho sudato in partita, mi devo allenare, non vuoi farmi compagnia?».