Conferenza stampa Allegri: «La partita con la Cremonese è importante quanto il Siviglia»
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Conferenza stampa Allegri: le parole alla vigilia di Juve Cremonese, sfida valida per la 35esima giornata di Serie A

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve vuole dare continuità alle due vittorie consecutive Serie A contro Lecce e Atalanta. Bianconeri che affrontano la Cremonese, in una sfida importante per quanto riguarda il consolidamento del secondo posto in classifica.

Nel giorno di vigilia, sabato 6 maggio, Massimiliano Allegri è intervenuto alle 14.00 in conferenza stampa per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


CREMONESE – Meglio se fossero già retrocessi? Non dobbiamo pensare se la Cremonese fosse, avesse… Nel girone di ritorno sarebbe salva, ha fatto 3 punti in più delle altre concorrenti per la permanenza. Ballardini sta facendo un ottimo lavoro, subisce poco, in contropiede è pericolosa. Queste sono le gare pericolose, da affrontare con rispetto. Le partite vanno vinte sul campo. Sennò ci facciamo del male, ci mettiamo di cattivo umore. E’ importante giovedì come quella di domani.

CRESCITA – La Juventus sta facendo un buon lavoro che deve essere continuato per far crescere i giocatori a livello tecnico, tattico e di esperienza. Momentaneamente siamo secondi in classifica, era difficile per come sono andate le cose. Mancano quattro partite, bisogna fare un altro passettino e consolidarlo. Serve un altro passettino in avanti. Dico sempre che a 18 o 35 anni, bisogna arrivare al campo con la voglia e la determinazione di voler migliorare. Finché non si smette, bisogna avere la voglia di migliorare.

SCELTE – Gioca Perin, Bremer a posto. Rabiot ha fatto differenziato come alcuni che hanno giocato l’ultima partita. Ma domani è a disposizione. Domani pensiamo alla partita, non dobbiamo pensare a giovedì. La più importante è quella di domani. Sarà difficile da vincere, ma bisogna farlo.

POGBA – Sta crescendo, di condizione, ha fatto 25 minuti bene. Quando le partite diventano vicino all’area, nella metà campo avversaria, diventa straordinario. Ha bisogno di giocare per trovare la condizione, l’importante è che sia a disposizione. Giocando ogni 3 giorni è difficile che riesca a recuperare per l’intera partita.

MORALE – È buono, ottimo. Dopo il gol col Siviglia ancora di più. Ci dà la possibilità di andarci a giocare la finale alla pari. In campionato dobbiamo fare il nostro rimanendo tra le prime quattro, ora bisogna difendere il secondo posto. Sul campo abbiamo fatto il nostro dovere, sulle cose esterne non possiamo farci nulla

KEAN – Sta molto bene ora, è rientrato in buona condizione. Nel momento migliore ha fatto quella ingenuità a Roma, poi si è infortunato e ha perso un po’ di tempo. È rientrato anche prima perché ha fatto un buon lavoro. E’ una risorsa su cui conto molto

ENERGIE – La corazza? Ci dà solamente energia. Il fatto di dover fare cose importanti a livello mentale dopo un’annata così… Non ci siamo mai lamentati anche su fatti oggettivi. Bisogna concentrarsi su quanto c’è da fare sul campo sennò c’è un dispendio importante di energie. Negli ultimi 6 minuti la squadra è stata brava a gestire la palla, trovando la soluzione migliore. Poi è arrivato su calcio d’angolo. Dopo l’episodio di Rabiot si poteva perdere ordine e la squadra è stata matura. Su tutto quello che è successo, noi abbiamo trasformato tutto in opportunità. Dobbiamo essere bravi a fare il massimo di quanto si può raccogliere.

FUTURO – Quando parlerà con la società? Per ora bisogna solo arrivare al 4 giugno, nelle migliori condizioni, cercando di arrivare in finale di Europa League e restando tra i primi 4. Le altre decisioni sono della società, sul futuro: dal direttore sportivo alla società. Riguardano la società. 

BONUCCI – Se l’infortunio può velocizzarne la fine della carriera? Sono decisioni prese singolarmente, dipende uno come si sente. Leo è intelligente, capirà e sceglierà per il bene suo. Il calciatore ha due vite, nasce due volte. L’altro giorno ha raggiunto un traguardo storico: 500 partite alla Juve le fanno in pochi. Sono contento e orgoglioso d’aver lavorato con lui per tanti anni, anche con battibecchi e robe. E’ stato straordinario. Queste 500 presenze se l’è meritate. Gli infortuni… Purtroppo ha avuto acciacchi, ma è stato sempre presente. E’ un giocatore che quando gli è stato chiesto di giocare, come l’anno scorso, quando non stava bene, si è messo a disposizione. Gli va fatto un plauso. Finale? Speriamo di riaverlo il prima possibile, in gruppo prima della fine della stagione. Vediamo, la prognosi è di 20 giorni.

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