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Conferenza stampa Allegri: «Rabiot out. Soddisfatto del mercato, su Paredes…» – VIDEO

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Conferenza stampa Allegri: le parole del tecnico alla vigilia di Fiorentina Juve, sfida valida per la quinta giornata di Serie A 2022/23

(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve è attesa dall’ostica trasferta di Firenze contro la Fiorentina, con i bianconeri reduci dal successo con lo Spezia che ha cancellato il doppio pareggio con Sampdoria e Roma.

Nel giorno di vigilia, venerdì 2 settembre, Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alle 14.00 all’Allianz Stadium per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


PARTITA PIU’ DIFFICILE CON LA FIORENTINA – «La partita di domani non è la più importante, è la più difficile. È sempre Fiorentina Juve, quando andiamo a Firenze è sempre difficile giocare. Ho visto un po’ di partite della Salernitana anche: è veramente una buona squadra. Non è perché domani giochiamo con la Fiorentina è più difficile e quando giochiamo con la Salernitana è facile. Assolutamente no. Pensiamo una partita alla volta e domani sappiamo che sarà una partita complicata e per noi sarà importante fare risultato».

PAREDES TITOLARE – «La formazione devo ancora deciderla, poi magari lo sapete prima voi di me. Ogni tanto leggo la formazione e dico ‘Hanno indovinato’. O capitate tanto voi oppure i telefonini, messaggi e Whatsapp partono come se non ci fosse un domani».

SODDISFATTO DEL MERCATO – «Un voto è difficile dirlo, la società ha lavorato bene nel mercato sia in entrata sia in uscita. All’interno della rosa sono rimasti i giocatori che volavamo, così come i giovani che all’inizio della stagione era l’obiettivo della società. Stranamente stamattina mancava un posto in lista Champions che uscirà a breve».

COME HA VISTO PAREDES – «È venuto con entusiasmo, è un giocatore importante che aumenta la qualità dei nostri centrocampisti. Lui, Locatelli, Fagioli, Miretti. Abbiamo giocatori di qualità, poi aspettiamo il rientro di Pogba. Abbiamo giocatori poi con caratteristiche diverse come McKennie, Rabiot. Abbiamo miscelato molto bene le caratteristiche di tutti i giocatori, ora pensiamo a lavorare e ottenere il massimo da qui al 18 settembre e poi l’ultimo mese prima del Mondiale».

JUVE PIU’ FORTE DI MILAN E INTER – «Momentaneamente ci mancano Pogba e Chiesa. Guardiamo alle cose reali, pensiamo a giocare e a fare quello che dobbiamo fare. Poi a fine stagione si darà un voto, un giudizio a quello che è stato. All’interno di un anno ci sono gli imprevisti, dobbiamo essere bravi a gestirli. Quindi dico che la Juve è meglio del Milan e dell’Inter? In Italia si parla sempre per sentito dire, bisogna fare le cose».

PARTENZA ZAKARIA – «C’è stata questa possibilità. Il ragazzo si è sentito un po’ chiuso e ha accettato con entusiasmo di andare al Chelsea. Faccio un grosso in bocca al lupo a lui e ad Arthur: sono due ottimi giocatori, noi abbiamo fatto delle scelte. Loro sono contenti, noi abbiamo completato la rosa nel migliore dei modi. Pensiamo a lavorare ora e recuperare Pogba e Chiesa, poi saremo al completo».

BONUCCI – «Domani ci sarà qualche cambio. Dovrò valutare perché dopo neanche 72 ore giocheremo a Parigi la prima partita di Champions. Leo sta bene, ieri ha fatto il primo allenamento con la squadra, valuterò se farlo giocare domani o a Parigi».

DI MARIA – «Non è in condizioni ottimali, ma è in condizioni di giocare una partita. Vedremo se 45′ o 60′. Sta meglio. Momentaneamente gli unici due fuori a lunga scadenza sono Pogba e Chiesa. Domani non c’è Rabiot, perché ha preso un colpo mercoledì quando ha giocato. Gli si è gonfiata la coscia, ha questo ematoma che gli impedisce di piegare la gamba. Quindi domani non sarà a disposizione, poi tutti gli altri sono disponibili».

SQUADRA PIU’ ALLEGRIANA RISPETTO ALL’ANNO SCORSO – «Non è questione di essere allegriani, quando c’è la formazione di una rosa devi cercare di equilibrarla nei ruoli. La società è stata molto brava in questo, ma soprattutto all’inizio della stagione avevamo l’obiettivo di mantenere dei giovani non per far numero ma perché fossero in grado di giocare delle partite. Vedi Miretti, sono contento che Fagioli sia rimasto. Soulé è un ragazzo in crescita, Gatti è un altro giovane. Kean è diversi anni che gioca ma è sempre un 2000. Gli obiettivi che insieme alla società abbiamo posto a inizio stagione di mantenere i giovani all’interno della rosa è un risultato giusto. Poi sono stati cambiati dei giocatori ma per questione di caratteristiche. Io sono contento di come ha lavorato la società».

KEAN – «Reazione non l’ha avuta, io non me ne sono accorto. Il ragazzo è sereno e tranquillo e si è allenato bene. Aveva fatto una buona partita con lo Spezia fino a quando la squadra ha giocato in un certo modo, poi quando la squadra ha smesso di giocare anche lui ha fatto meno bene».

SZCZESNY – «Non è disponibile, ha questa caviglia in disordine. Sono escluse fratture, ha una forte distorsione. I tempi di recupero non li sappiamo perché quando hai queste distorsioni valuti giorno dopo giorno. Quindi non è a disposizione».

RIPOSO PER VLAHOVIC – «Mi hai dato una buona idea, ora ci penserò».

VLAHOVIC HA BISOGNO DI GIOCARE – «Penserò anche a questa domanda. Lui dice che dovrebbe riposare e tu che dovrebbe giocare. Penserò a tutte e due. Vedremo domani che giocherà, o magari tutti e due insieme. Però abbiamo tante partite».

RIMPIANTO DYBALA E STUPITO DALLA ROMA IN TESTA – «No, rimpianti non se ne devono avere. Sono contento per Paulo che sta facendo bene. La Roma non è una sorpresa del campionato, ha fatto un ottimo mercato. Abbiamo fatto una bella partita con loro, dispiace per com’è andata a finire. Il campionato è lungo. Abbiamo perso 4 punti, ora ne abbiamo tanti davanti. Dobbiamo mantenere un buon equilibrio e avere continuità di risultati. La vittoria del campionato passa attraverso la solidità che la squadra deve avere, sia in fase offensiva sia difensiva. Su questo stiamo crescendo, passando anche attraverso momenti come contro lo Spezia dove in un certo punto del primo tempo non abbiamo fatto benissimo. In quei momenti dovevamo fare meglio in fase di non possesso e comandare anche noi la partita in quel momento lì».

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