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Conferenza stampa Pogba Juve: «Sono tornato a casa. Ho fame di vincere» – VIDEO

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Conferenza stampa Pogba Juve: le parole del nuovo giocatore bianconero nel giorno della sua presentazione ufficiale

(inviato all’Allianz Stadium) È Paul Pogba il secondo innesto estivo della Juventus. Il centrocampista è tornato a vestire la casacca bianconera, chiudendo così la sua esperienza al Manchester United.

Martedì 12 luglio alle ore 15 Pogba è stato ufficialmente presentato in conferenza stampa all’Allianz Stadium davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.


Prende la parola Pogba: «Ciao a tutti, vi vedo tutti contenti. Mi siete mancati tanto, scusate se ho dimenticato un po’ l’italiano. Provo in italiano, se faccio errori non siate duri con me».

PRIME SENSAZIONI – «Sono molto contento di tornare qua a casa, mi sento a casa qua. Avete visto la gente, come mi hanno accolto, è più che un sogno per me. Sono molto contento di essere tornato qua».

HA PENSATO NEGLI ANNI DI TORNARE – «Ero a Manchester e quando vedevo i tifosi della Juve mandarmi i messaggi faceva piacere. Ero concentrato lì però, a fare bene. Quando ti manca solo un anno, però, ho pensato tanto di tornare e l’ho fatto. Sono già contento di questo e i tifosi sono contentissimi del mio ritorno».

SENTE PIU’ PRESSIONE ORA – «Pressione? Cosa vuole dire… Non c’è pressione. Ho avuto anni bellissimi alla Juve, sono andato via e adesso sono tornato. Ora sono fiducioso con me stesso per fare bene qui alla Juve».

QUANTO E’ STATO IMPORTANTE ALLEGRI PER IL RITORNO – «Quando ero al Manchester ho sempre parlato con lui perché è stato il mio allenatore. Ho sempre avuto un buon rapporto con lui, quest’anno ho parlato con lui prima di venire. Lui è qua, ho avuto tanti anni belli con lui e tornare con Allegri era il momento giusto con la persona giusta».

PENTITO DI ESSERSENE ANDATO – «No mai. Credo al destino, sono contento di tutte le scelte che ho fatto. La vita è così: a volte fai scelte che non vanno come vorresti. Sono contento degli anni a Manchester: sono cresciuto, ho imparato, sono diventato uomo. Non ho sbagliato: non si sa mai come sarebbe andata, cosa avrei vinto. Ma Dio ha avuto questo per me e oggi sono molto contento del presente, di essere alla Juve».

QUANDO HA SCELTO LA JUVE – «Non ho la giornata giusta. Ho parlato con il mister, c’erano anche altre squadre ma il mio cuore ha detto: ‘La Juve è la destinazione’. Ho sentito il mio corpo, mentalmente anche, che voleva andare alla Juve e non sono più tornato indietro. Sono andato avanti».

COSA GLI E’ MANCATO DI PIU’ DELLA JUVE – «Voi giornalisti (ride ndr). I tifosi, li ho sentiti davvero con me: anche quando parlo con Evra dico che i tifosi sono diversi qui in Italia. Ora ho più esperienza, conosco ancora il mio corpo, non sono più giovane: è una squadra diversa, al Manchester ho imparato tanto a tutti i livelli, ora posso aiutare anche i più giovani della squadra. A livello tecnico, di calcio, non è cambiato niente, posso aiutare la squadra come prima».

JUVE SEMPRE STATA PRIMA SCELTA – «C’erano altre squadre, è vero, ma è il mio cuore che ha scelto la Juve. Sono stato bene prima, sto bene ora, e voglio fare bene. Non vedo l’ora di iniziare e aiutare la squadra, facendo bene in campo, meglio di quanto fatto prima».

COME HAI VISTO LA JUVE DALL’ESTERNO IN QUESTI ANNI – «Ho sentito l’amore di tutti, di tornare qua. L’anno scorso la Juve non ha vinto, nemmeno io, quindi abbiamo obiettivi simili. Quest’anno sarà importante per me, per la Juve, dobbiamo fare meglio dell’anno passato e speriamo di vincere».

PROBLEMI A MANCHESTER – «Tanti, no scherzo… Già giocare nel mio ruolo: cambiare allenatore ogni anno è un po’ dura, questo è già difficile. Poi ero infortunato, questa era una cosa mentale, giocare/non giocare, non avere il ritmo di prima rispetto a quando giocavo 90′. ogni partita. Un po’ di cose, allenatore, squadra, posizione: queste cose mi hanno bloccato. Ora che sono partito è un altro Paul, speriamo che questi infortuni non li ritroverò più qua. Sto bene fisicamente, giocherò al mio posto, e farò meglio rispetto agli ultimi anni».

CHE POGBA TORNA A TORINO – «Un Pogba che vuole vincere come prima, non mi piace perdere, la Juve è così. Sono uomo, sono papà, dopo allenamento devo giocare con i miei bambini, devo anche riposare, mangiare la pasta. Sono sempre lo stesso, con gli stessi obiettivi. Ora torno con una famiglia, ma Pogba è lo stesso, stesso numero, stessa voglia di vincere, ho fame».

QUANTO E’ MANCATO POGBA ALLA JUVE – «Non lo so, non posso dirlo. Posso dire che voglio aiutare la squadra il massimo possibile a tornare a vincere, con le mie qualità, con la mentalità di fare sempre meglio di prima. E basta, solo aiutare la squadra al massimo, dare tutto in campo per i compagni e la società».

DI MARIA – «Sappiamo tutti che è un giocatore di classe mondiale, aiuterà sicuramente la squadra. Ha esperienza, ha vinto. Già dai primi giorni che l’ho visto si vede che è un campione, abbiamo bisogno di questo. Ha fame, vuole fare bene, vuole vincere anche lui, siamo tutti sullo stesso piano».

HA PARLATO DI DYBALA DEL 10 – «Del 10 no. Ci ho parlato, eravamo insieme in vacanza, abbiamo fatto la preparazione insieme. E’ un buon amico lo sapete, gli ho detto: ‘Torno alla Juve, non vuoi stare ancora un po’ con me? Giochiamo insieme’. Solo questo, non ho parlato di numero».

VINCERE A LIVELLO EUROPEO – «Dobbiamo crescere. Negli anni, a livello europeo, avevamo il sogno di vincere la Champions. Non è l’obiettivo di quest’anno penso, ma è un sogno per tutti noi. Il primo è vincere lo Scudetto, visto che l’anno scorso non abbiamo vinto niente. La fame di vincere c’è ovviamente, a livello europeo se andiamo a prendere la coppa è un sogno per tutti».

GIOVANI DELLA JUVE – «Già quando sono arrivato guardavo la Juve giocare. C’è talento, giocatori giovani, ma quando sei pronto per giocare alla Juve si gioca. Possiamo fare grandi cose, la mentalità è avere più fame degli altri. Dobbiamo pensare che possiamo fare grandi cose».

NUOVE SFIDE A CANESTRO CON ALLEGRI – «Quando sono arrivato gli ho detto: ‘Ero giovane, avevo tanto rispetto, non volevo vincere contro i più vecchi. Non si fa, non si vince contro gli allenatori. Ora sono tornato, non scherzo più’».

POSIZIONE PREFERITA IN CAMPO – «Qua si gioca di più in tre, o a sinistra o a destra mi sento meglio. Già giocando, essendo sul campo, sarò contento».

VEDERE LA JUVE DALL’ESTERNO – «Anche quando ero in Inghilterra, la Juve è sempre stato il club numero uno in Italia. Abbiamo vinto per tanti anni, era strano non vedere la Juve vincere. Anche altre squadre hanno alzato il livello ma è così, è la Serie A, non possiamo vincere venti volte. Non è mai stato facile vincere lo Scudetto. La Juve sarà sempre la Juve, siamo qua per essere primi e vogliamo tornare a vincere ed essere primi. Per quanto riguarda l’Italia, è stata una sorpresa non vederla al Mondiale. Hanno i giocatori, la squadra. Ma il calcio è così. Non pensavo non si sarebbe qualificata al Mondiale dopo aver vinto l’Europeo, ma non dico altro, è una grande squadra».

SE HA PARLATO COI SUOI COMPAGNI FRANCESI PER IL FUTURO – «Ho parlato molto, ma non con loro. Con l’allenatore, volevo sapere cosa ne pensava, c’erano diversi club interessati. Erano discussioni private, ma io gliel’ho detto. Volevo tornare alla Juve, lui mi ha detto: ‘Se non hai niente di cui pentirti, torna’. I miei compagni non volevo disturbarli, poi sapevo fossero in vacanza. Non ero sicuro al 100% ma ho parlato con l’allenatore più che altro».

COME HA VISTO ALLEGRI – «Quando ho parlato con lui è stato molto veloce. Voleva che tornassi qua dopo 6 anni, c’era bisogno. Conosco la società, la cultura della Juve. Il mio cuore diceva di tornare qua, in più con le parole del mister ho avuto la scelta fatta».

QUANDO SARA’ SODDISFATTO – «Sicuro vincere un campionato. Non ho vinto la Premier League, negli ultimi due anni non ho vinto trofei col Manchester. Avere un trofeo nelle mani è l’obiettivo primario».

HA PARLATO CON ZIDANE – «Non ho parlato con Zidane, di niente».

MOURINHO CONTRO ALLA 3^ GIORNATA – «Già giochiamo con la Roma che è una grande squadra in Italia. Non ho pensato a Mourinho, solo a vincere tutte le partite. Sarei felicissimo di vincere contro di lui, contro Inzaghi, ovunque. Voglio solo vincere».

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