Conferenza stampa Sarri: «Con la Roma cerchiamo continuità»

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Conferenza stampa Sarri: le parole del tecnico alla vigilia di Roma Juve, sfida valida per la 19ª giornata di Serie A

Domenica sera, allo stadio ‘Olimpico’, la Juve sfiderà la Roma nella 19ª giornata di Serie A. I bianconeri sono reduci dal successo contro il Cagliari, che ha permesso alla Vecchia Signora di iniziare nel migliore dei modi il 2020.

Nella giornata di vigilia, sabato 11 gennaio, Maurizio Sarri parla in conferenza stampa per presentare l’incontro. L’allenatore bianconero interviene alle 13.00 dall’Allianz Stadium, per rispondere alle domande dei giornalisti. Juventus News 24 segue il LIVE della conferenza.

PARTITA – «È una partita difficile dove cercheremo continuità nel periodo. L’abbiamo cercata dentro le partite perché spesso abbiamo fatto solo spezzoni. Ora che sembriamo in miglioramento dobbiamo cercare la continuità nel periodo. La partita è contro una squadra di livello altissimo. Le rotazioni? Prima mi dicevano che non cambiavo mai. Ma ci sono tante partite e la rotazione sarà naturale».

FONSECA – «Io l’ho indicato tra le novità di stagione. L’avevo visto con lo Shakhtar che giocava un calcio a livello europeo. Mi sembra stia lavorando bene con periodi anche difficili. È riuscito a dare un’impronta alla squadra: è un allenatore di altissimo livello».

DIFESA A 3 ROMA – «Se andiamo in pressione ci cambiano i movimenti difensivi. Ma non sarebbe una novità, saremmo pronti anche se giocassero a tre».

HIGUAIN – «Un vuoto senza di lui? Quando giochiamo con Dybala e Ronaldo, Cristiano si decentra e Paulo viene dentro al campo. Abbiamo caratteristiche tecniche straordinarie ma può succedere di non occupare la posizione centrale. Dobbiamo essere bravi ad occuparlo con gli altri giocatori. Higuain ci risolve questa cosa. Il nostro potenziale è elevatissimo ma possiamo migliorare nello sfruttarlo».

ARMA ROMA – «È una squadra di grandi accelerazioni e strappi, ha continui capovolgimenti di fronte e bisogna non farsi strappare in due da loro».

DE LIGT – «Comincia stare meglio, ha risolto l’acciacco al pube degli ultimi tempi, gli resta un piccolo acciacco alla spalla. La sensazione è che stia tornando sui suoi livelli abituali».

AVERE LO STESSO ALLENATORE – «Concetto sopravvalutato? Chiaro, quando una cosa riesce ad avere continuità di lavoro con lo stesso allenatore, i benefici che vengono fuori sono enormi. Continuità di filosofia e lavoro fa crescere i giocatori e il mercato diventa meno rilevante. In Italia è difficile fare programmi a lunga scadenza, in altri paesi è più facile. Liverpool ha avuto la pazienza di arrivare undicesimi il primo anno e ottavi il secondo anno. Non so se in Italia è possibile. Questione di mentalità, penso».

CAMBIAMENTO – «Non ho dovuto sforzarmi per niente, a Napoli avevo una situazione: l’ho valutata, come gestirla al meglio. In quel momento, a quella squadra, era determinante dare continuità di formazione. Al Chelsea fatto diversamente, qui ho potuto farlo lo stesso. Logica conseguenza di una situazione completamente diversa delle precedenti. Se cambi un paio di giocatori tra una gara e l’altra, vista la qualità dei giocatori a disposizione quest’anno, può cambiare per caratteristiche qualcosa, ma non molto in termini di filosofia di gioca. Otto o nove contemporaneamente, qualcosa può rallentare a livello di sviluppo di quello che vuoi fare. Due o tre a partita, la fisionomia di squadra vien fuori lo stesso».

INSERIMENTI – «Ramsey può farlo bene, il trequartista con Dybala-Ronaldo può trovare spazio. Poi qualcuno lo fa più facilmente, altri meno. Penso che, c’è la possibilità di diventare più bravi a sfruttare spazio che aprono continuamente, Khedira ha le caratteristiche e la predisposizione. Rabiot può migliorare molto nel farlo».

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