
Lo spettro di Conte aleggia su Juve-Napoli: ma ecco perché per i bianconeri è difficile ingaggiare Antonio. Pesa il settlement agreement con l’Uefa
Se nei giochi di carte si gioca talvolta col morto, nel calcio può capitare di sfidarsi con un fantasma ingombrante. Questa sera allo Stadium la sfida tra Juventus e Napoli sarà inevitabilmente condizionata dall’ombra di Antonio Conte, autentico spettro calcistico e accompagnatore non richiesto sia per Luciano Spalletti sia per Massimiliano Allegri. Il tecnico salentino vive un destino peculiare: quando è presente logora l’ambiente fino alla saturazione, ma quando è lontano lascia un vuoto colmo di rimpianti, forte del suo status di primario della terapia intensiva del calcio italiano, chiamato regolarmente a guarire situazioni complesse.
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Nel mondo bianconero il suo ritorno è un tormentone decennale mai sopito fin dal brusco addio del luglio 2014. Se una fetta cospicua di tifosi torna a sanguinare a ogni passo falso invocando il suo carisma, la società deve fare i conti con una cruda realtà economica. La Juventus è vincolata ai rigidi paletti del settlement agreement con l’Uefa. Richiamare Conte farebbe deragliare i conti: comporterebbe l’onere di un doppio stipendio per pagare lui e Spalletti, oltre alla necessità di assecondare un pacchetto completo sul mercato incompatibile con i piani di risanamento. A riportarlo è il Corriere dello Sport.
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D’altronde, quanto accaduto a Napoli dimostra come Conte sia garanzia di trionfi ma anche fonte di forte stress per le casse. Nonostante lo scudetto vinto, la piazza partenopea è spaccata: accanto ai nostalgici, molti gli rimproverano la disastrosa campagna acquisti post-tricolore da circa 90 milioni di euro per Lucca, Beukema e Lang, che ha paralizzato le sessioni successive. A pagare il prezzo più salato è stato il solito Allegri, l’aziendalista incassatore finito sotto accusa per un settimo posto alla guida di un gruppo ormai logorato, lasciato da Conte consapevole che il ciclo fosse al tramonto.
Dovunque sia passato, è sempre esistito un prima e un dopo Conte. Questa sera, tra pressioni di classifica e destini incrociati, il suo spettro incomberà pesante su entrambe le panchine.