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Conte sapeva già: intrecci tra Inter e Juve. Sliding doors e prime volte

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La storia di Antonio Conte all’Inter si intreccia con la sua carriera alla Juventus: ecco i dettagli tra sliding doors e prime volte

Antonio Conte ha abbattuto il dominio della Juventus che lui stesso aveva creato. I tifosi della Juventus hanno adorato il centrocampista con la maglia numero 8 e la fascia di capitano al braccio sinistro e sono letteralmenti impazziti per il tecnico focoso e martellante che ha portato alla rinascita della Vecchia Signora, dopo i due settimi posti consecutivi, portando la Juve alla conquista di tre Scudetti consecutivi.

Antonio Conte apre e chiude il ciclo: dopo 9 Scudetti la Juve abdica in favore dell’Inter, in maniera meritata, guidata dal leccese in panchina e da Beppe Marotta in dirigenza. Ma la storia del Conte juventino si intreccia spesso con l’Inter, sin da giocatore.

Conte giocatore: l’Inter nel giorno dell’ultima gara giocata

Antonio Conte e l’Inter, due storie che si intrecciano di continuo nel corso della carriera da calciatore bianconero dello storico capitano. L’Inter è la seconda squadra più affrontata da Conte in carriera, 27 volte, dietro solo alla Lazio con 30 scontri diretti. Tante grandi prestazioni di Conte ma nella mente resta uno scontro a distanza,  con il successo della Juve a Udine e la debacle nerazzurra all’Olimpico di Roma contro la Lazio. Era il 5 maggio 2002 e la Juve festeggiava uno Scudetto in rimonta con l’Inter che finiva addirittura terza, beffata anche della Roma. La festa si scatena nella pancia dell’allora Stadio Friuli con Conte che dichiara bagnato dallo champagne: «C’è poco da parlare, stiamo godendo». Una frase che alimenta la rivalità tra le due squadre e soprattutto l’odio sportivo dei tifosi interisti nei confronti di Antonio Conte, che proseguirà anche nella sua storia da allenatore bianconero.

Ma c’è un altro episodio che lega a doppio filo la storia di Conte calciatore all’Inter. Il 4 aprile 2004 Antonio Conte giocava la sua ultima partita in carriera e scherzo del destino fu proprio un Inter-Juve. Sulla panchina bianconera c’era Marcello Lippi che regalò 18 minuti nel finale all’ormai ex capitano nella sconfitta per 3-2 contro i nerazzurri. Quella è l’ultima apparizione in calzoncini e scarpette di Conte che di lì a poco vestirà la giacca da allenatore e l’immediata scalata ai vertici del calcio italiano.

Conte allenatore: eterno ritorno Inter

Il 31 maggio 2011 Antonio Conte diventa il nuovo allenatore della Juventus: i bianconeri sono pronti ad inaugurare lo Stadium, casa dei nove Scudetti consecutivi e della rinascita del club. Il feeling con Andrea Agnelli è assoluto: il simbolo in campo ora diventa totem in panchina e il suo arrivo infiamma l’ambiente.

La Juve vincerà il campionato battendo la corazzata del Milan di Allegri con uno Zlatan Ibrahimovic nella sua miglior forma. La Juve non parte certo con i favori del pronostico e questo lo sa anche Conte che a maggior ragione motiva e martella i suoi in allenamento. Antonio Conte vola in testa al campionato di Serie A, per la prima volta nella sua carriera da allenatore, proprio dopo la vittoria contro l’Inter di Claudio Ranieri: le reti di Vucinic e Quagliarella, inframezzate dal gol di Maicon, fissano il risultato sull’1-2. Una prima volta che dà il via forse ai successi bianconeri e una conferma arriva il 25 marzo 2012, gara di ritorno allo Stadium, decisa da Caceres e Del Piero, fresco di dichiarazione d’addio a fine anno. Conte non si scompone ma tira dritto per la sua strada che porta allo Scudetto regalato però, in maniera simbolica, dalla punizione di Pinturicchio contro la Lazio, dopo il siparietto con Andrea Pirlo.

E una prima volta ancora intreccia il destino di Conte e dell’Inter. Il condottiero della Juve guida la squadra a 49 gare da imbattuta in Serie A quando il 3 novembre 2012 arriva l’Inter di un emergente Stramaccioni allo Stadium. Il risultato sembrava scontato a favore della Juve e i primi 18 secondi della gara vanno in quella direzione, con il gol di Vidal propiziato però da un fuorigioco di Asamoah. Da lì in poi la Juve si spegne e la doppietta di Milito e la rete di Palacio consegnano a Stramaccioni lo scalpo bianconero negando la cifra tonda delle 50 gare da imbattuto in Serie A con la Juve a Conte.

Conte allenatore dell’Inter? Lo sapeva già nel 2009

Il 21 settembre 2009 Antonio Conte diventa allenatore dell’Atalanta sostituendo Angelo Gregucci, esonerato. La conferenza stampa del tecnico è passata alla storia. Conte non si è mai nascosto sin dal giorno zero e nel corso della presentazione affermò: «Non ho fretta di bruciare le tappe e l’Atalanta, per me, è una grande chance. Non mi pento di aver fatto la gavetta e non ragiono da tifoso, se mi chiamasse un club come l’Inter andrei subito». Una presa di posizione chiara dunque che 12 anni dopo vede concretizzare il credo del tecnico, di matrice Juventus, ovvero quello della vittoria.