D’Agostino: «Tecnicamente la Juventus U23 è la squadra più forte» – ESCLUSIVA

Iscriviti
© foto www.imagephotoagency.it

Gaetano D’Agostino, allenatore del Lecco, ha parlato in esclusiva a Juventus News 24 alla vigilia del match con la Juventus U23

Dopo la sconfitta di mercoledì contro il Como nel recupero della terza giornata, la Juventus U23 affronterà il Lecco domani allo stadio Moccagatta. Bianconeri a quota dieci punti in classifica, a distanza di una lunghezza proprio dalla squadra lombarda. Nel giorno di vigilia, l’allenatore del Lecco Gaetano D’Agostino ha rilasciato un’intervista esclusiva a Juventus News 24, presentando l’incontro e svelando alcuni retroscena nel suo legame coi bianconeri…

Juventus U23-Lecco è la sfida che caratterizza l’8ª giornata di Serie C. Che partita si aspetta al Moccagatta?

«Sarà una bella partita, incontriamo una squadra forte. Non sappiamo chi gioca ancora: si affrontano due buone squadre. Dobbiamo capire come sarà il manto erboso anche perché hanno giocato mercoledì».

C’è da inquadrare il momento storico che stiamo vivendo e che state vivendo in Serie C. Tra rinvii, isolamenti, gare posticipate, in che modo si affronta questa situazione e come si preparano al meglio le partite?

«Le prepariamo vivendo alla giornata. Storicamente non è mai successa una cosa del genere: non si può parlare di campionato normale. Dobbiamo sopperire a quelle che sono le positività, gli isolamenti, i carichi di lavoro, perché a livello mentale i giocatori subiscono lo stress, ma non solo loro… Sei anche sollecitato dai media, dalle restrizioni, quindi viviamo in un momento storico un po’ pesante sia per quanto riguarda la salute e sia a livello mentale».

Dopo aver conquistato 10 punti in 4 partite, il Lecco ha rallentato il suo ruolino di marcia. A cosa è dovuto il calo delle ultime giornate?

«È un percorso che ti porta ad avere delle battute d’arresto. È successo alla Juve contro il Como, al Renate due partite di fila, all’Alessandria all’inizio. È normale perché non puoi fare una settimana in tranquillità. Non avere una continuità nel lavoro e nell’allenamento fa parte anche di questo campionato».

La Juventus U23 ha dovuto fare i conti con parecchie assenze in queste settimane. Che tipo di squadra ha visto?

«Tecnicamente nei nomi è la squadra più forte, sia nei giovani e sia negli Over. È una rosa che costa parecchio e, come detto, sulla base della tecnica è la più forte del campionato».

C’è qualche calciatore in particolare da tenere sotto osservazione?

«Marques è un grandissimo attaccante, ha un avvenire importante perché è una punta moderna. C’è anche Del Sole, poi Fagioli, Ranocchia. Giocatori giovani che faranno una bellissima carriera».

Lei che opinione si è fatto mister sul progetto Seconde squadre? Finora lo ha abbracciato soltanto la Juventus: si aspetta che presto anche qualche altro club imbocchi questa strada?

«La voglia, la forza la sta avendo soltanto la Juventus, anche perché ce l’ha in casa. Ha il monitor 24 ore su 24 di quella che è la crescita del suo giocatore, senza mandarlo in prestito in altre società. Tanti ragazzi sono arrivati in prima squadra anche. La Juventus è stata l’unica a fare questo grande lavoro con la Seconda squadra, e l’emblema è rappresentato dagli esordi di Portanova e Frabotta. Significa che sta portando dei frutti, e io mi auguravo che tante squadre blasonate avessero in programma l’inserimento di questo progetto che è molto formativo».

A proposito di Juve, lei da calciatore ha più volte affrontato i bianconeri nell’arco della sua carriera. Ricorda una partita o un momento in particolare?

«Mi viene in mente quando abbiamo vinto ad Udine 2-1. Arrivavamo da un mese di ritiro ordinato dal Presidente perché non ne vincevamo una (ride ndr). La svolta è stata contro la Juve: al di là della gioia di vincere contro una squadra fortissima, c’è stata la felicità di poter tornare finalmente a casa».

Lei la Juventus l’ha sfiorata nel 2009 da giocatore, in una sessione in cui fu vicino ai bianconeri e al Real Madrid. Come andò realmente quel trasferimento mancato?

«Era tutto fatto… Mi è servita come esperienza, mi ha formato come uomo. Da allenatore, quando la racconto ai ragazzi, gli dico che il calcio ti lascia sempre qualche sorpresa dietro l’angolo. Quella delusione l’ho subita in prima persona e mi ha fortificato come uomo e allenatore dopo tempo. Ora la racconto con felicità perché nel tempo mi ha migliorato il lato caratteriale della pazienza e del crederci sempre».

Da centrocampista a centrocampista, per chiudere in chiave prima squadra, come ha visto Andrea Pirlo fino a questo momento?

«Andrea deve pensare a lavorare, mettere in pratica le sue idee. Farà esperienza sul campo: le pressioni mediatiche che ti dà la Juve sono tante e quindi faccio il tifo per lui perché potrebbe essere un vantaggio per gli allenatori giovani che stanno emergendo. Se Pirlo fa bene può essere il leitmotiv per puntare, anche in categorie superiori, su giovani allenatori preparati».

LEGGI ANCHE: Juventus U23-Como 1-2: Marques non basta, secondo ko stagionale – VIDEO 

Condividi