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Delio Rossi: «Empoli insidioso, la Juve faccia se stessa» – ESCLUSIVA

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Delio Rossi: «L’Empoli di Andreazzoli è un avversario insidioso, ma se la Juve fa se stessa non c’è partita» – ESCLUSIVA

Delio Rossi è intervenuto in esclusiva ai microfoni di JuventusNews24 per fare il punto sulla formazione bianconera, reduce dalle fatiche di Champions League contro il Villarreal, in vista della gara di campionato di oggi contro l’Empoli. Di seguito le sue parole.

L’1-1 contro il Villarreal lascia tutto aperto per la gara di ritorno dello Stadium. Il bicchiere è da considerarsi mezzo pieno o mezzo vuoto?

«Rispetto agli altri anni è cambiata la regola del gol fuori casa, non vale più doppio. La partita si era messa bene, non è stata poi facile ma bisogna accettare il risultato del campo. Sicuramente sarà una partita complicata. La gara della Juventus è stata in linea con quanto sta facendo quest’anno. È una squadra che secondo me ha colmato delle lacune importanti con il mercato di gennaio. Non è ancora perfetta e in linea con la grande Juventus, soprattutto a metà campo. Quest’anno però va così».

Quante possibilità ha ora la Juventus di passare il turno e accedere ai quarti di finale?

«Partiamo dal presupposto che si gioca il 16 marzo. Con il calcio di oggi si gioca ogni tre giorni: se non ha infortuni e se recupera la condizione migliore di qualche giocatore la Juve secondo me è superiore in generale al Villarreal. Però di solito nelle coppe (e questo ce lo insegnano le competizioni europee o mondiali) molto volte non vince la squadra migliore ma la squadra che sta meglio in quel momento. Faccio un esempio: l’Italia, la scorsa estate, era al massimo della condizione e ha vinto il campionato europeo. Quattro mesi dopo invece dobbiamo fare un playoff per andare a giocarci un mondiale. La migliore Juve è superiore a questo Villarreal, secondo me passerà il turno perchè è più forte degli spagnoli».

Vlahovic in meno di un mese dal suo arrivo ha già segnato in campionato, in Coppa Italia e in Champions League. Era la pedina che mancava a questa squadra?

«Secondo me Vlahovic era proprio la pedina che mancava, non c’era quel tipo di giocatore prima. C’erano dei surrogati che non possono essere considerati centravanti: Morata non ha quel ruolo, rende meglio giocando sotto punta oppure esterno sulla sinistra. Lo stesso Kean non ha questo spessore e non mi sembra un centravanti. La Juve ha fatto un colpo incredibile, e per di più si è assicurata il centravanti per i prossimi 10 anni».

Da allenatore la convince il tridente, quando possibile, costituito da Vlahovic, Morata e Dybala?

«Secondo me Vlahovic, Morata e Dybala possono coesistere dal punto di vista tecnico. Il problema, semmai, risiede a metà campo: se la Juventus avesse un Brozovic o un Casemiro con Locatelli e Zakaria o un altro giocatore di livello allora si potrebbe permettere anche tre giocatori con quelle caratteristiche insieme. Secondo me è sempre un discorso d’insieme. Ci sono dei giocatori nella rosa bianconera che sono buoni calciatori ma non propriamente da Juventus, come Arthur e Rabiot. McKennie ci può stare, ma non posso costruire la squadra sull’americano… questo è il mio modo di intendere una squadra ad alto livello. Anche perché poi bisogna fare riferimento alle squadre più forti a livello europeo come il Liverpool, il Manchester City, il Real Madrid, il PSG, il Bayern Monaco… la Juve deve mirare a giocarsela con queste formazioni. Manca un costruttore di gioco ma anche uno che sappia fare la fase di non possesso, che riesce a dare equilibrio e che ti possa permettere un tridente molto particolare come questo. Dybala è uno che va in giro per il campo, quindi lo devi lasciare libero di poterlo fare».

2/3 del tridente ha però un futuro incerto davanti a sè: Morata potrebbe essere riscattato dall’Atletico solo con uno sconto, mentre per Dybala è ancora tutto aperto. Partiamo da Dybala: cosa farebbe con il rinnovo dell’argentino se fosse nei panni della dirigenza?

«Se mi dà garanzie dal punto di vista fisico continuerei senza dubbio con Dybala, lui è un giocatore fenomenale. Mi sembra una ciliegina sulla torta soltanto però se c’è la torta. In questo momento è una ciliegina più che un ingrediente della torta, come lo è Vlahovic. Dybala è un giocatore che dal punto di vista tecnico è eccezionale, ma secondo me è molto discontinuo: fa quattro partite buone, poi si infortuna… se desse garanzie dal punto di vista fisico allora sicuramente ripartirei da Dybala. Altrimenti, a malincuore, andrei a prendere un altro giocatore. Come Zaniolo? Non mi sembra il giocatore di cui ha bisogno la Juve. Questa squadra ha già Chiesa, non mi sembra un giocatore talentuoso con caratteristiche simili a Dybala. Servirebbe un giocatore più alla Leao secondo me…».

E per quanto riguarda Morata? Questa nuova collocazione potrebbe rilanciarne l’avventura alla Juventus?

«Con un centravanti tipo Vlahovic ha un senso collocare Morata nella posizione di esterno. A me è un giocatore che non dispiace: molte volte non è essenziale, però arriva spesso in area. E se ci arrivi spesso vuol dire che hai qualità. A me piace da questo punto di vista, ma io partirei dai giocatori cosiddetti fondamentali. Poi i giocatori di contorno li trovi».

La Juventus ha trovato in De Ligt questo tipo di giocatore per quanto riguarda il proprio reparto difensivo?

«Secondo me in difesa la Juve dovrebbe puntare su De Ligt per costruire la retroguardia del futuro. Magari ti tieni giocatori eccezionali come Chiellini e Bonucci, però se sei la Juve devi anche pensare al futuro. Un giocatore, ad esempio, come Bremer secondo me potrebbe essere un profilo importante per una squadra come la Juve. Con il brasiliano e De Ligt sei a posto in difesa per i prossimi 7/8 anni, così come con Vlahovic in attacco».

Per la Juve è già tempo di campionato: i bianconeri andranno di scena oggi sul campo dell’Empoli, la prima formazione a vincere in questa stagione all’Allianz Stadium. Che gara di aspetta? Quanto è cambiato sei mesi dopo quella sfida?

«Sicuramente la Juve ha preso più consapevolezza e sostanza con questi due nuovi acquisti, tonificando probabilmente anche gli altri componenti della rosa. La Juve è partita in ritardo per lottare per il campionato, ma arriverà tra le prime quattro. La partita di Empoli presenta dell’insidie: la squadra di Andreazzoli gioca bene e ha soprattutto la testa libera. È una squadra di corsa che può mettere in difficoltà la Juve. Ma se la Juve fa la Juve non c’è partita a Empoli. Per lo Scudetto è partita in ritardo: se avesse iniziato con questo organico dall’inizio molto probabilmente avrebbe potuto lottare anche per lo Scudetto. Nelle competizioni europee il gap invece è ancora molto ampio rispetto alle altre squadre. Se si prendesse un centrocampista di livello si andrebbe a pareggiare il distacco che c’è dall’Inter».

A questo punto, quali sono le squadre maggiormente accreditate a vincere il titolo?

«Tra Inter, Milan e Napoli sono i nerazzurri ad avere più chances di conquistare questo scudetto. Molto probabilmente usciranno dalla Champions League, hanno una rosa ampia e per di più hanno già fatto tutti gli scontri diretti eccetto quello contro la Juve. L’Inter ha perciò un calendario che sicuramente la favorisce, e in più un discorso è giocare ogni tre giorni un altro farlo una volta a settimana».

Si ringrazia Delio Rossi per la disponibilità e la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista

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