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Fusi: «Juve, ora contano i risultati. Scudetto? Non mollerà» – ESCLUSIVA

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Luca Fusi, ex giocatore della Juventus, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Juventusnews24 sulla squadra di Allegri e non solo

Luca Fusi, allenatore ed  ex giocatore della Juventus campione d’Europa nel 1996, ha parlato in esclusiva a Juventusnews24. Dalla situazione attuale della squadra bianconera alla gestione del gruppo di Allegri fino alla partita contro l’Inter e al rapporto con Federico Cherubini: ecco le sue dichiarazioni in questa intervista.

Come ha visto la Juventus vittoriosa di misura contro la Roma?

«La Juve sta crescendo. Ha avuto qualche difficoltà all’inizio, ma dopo il risultato del derby e la pausa si è ripresentata al meglio, anche se con qualche giocatore non a disposizione e altri non ha al meglio. Ha mostrato la voglia di ottenere la vittoria per poter continuare ad accorciare la classifica verso l’altro ed essere pronta a sfruttare i passi falsi delle altre squadre».

Si dice che la Juventus ha ripreso a vincere ma continua a non convincere perché non ha un bel gioco. E’ d’accordo?

«In una grande società l’obiettivo principale è il risultato e quindi bisogna cercare di ottenerlo, con o senza gioco, perché è fondamentale portare a casa quei tre punti che cambiano gli obiettivi. All’inizio c’erano delle difficoltà anche con il cambio di allenatore, anche se è tornato Allegri, con giocatori nuovi ed altri per cui non erano ancora definite le posizioni. E’ stato normale trovare difficoltà. Ora che la squadra ha trovato la quadratura, ci si aspetta come sempre il risultato che è la cosa fondamentale per vincere lo scudetto. Se poi questo si potrà ottenere con le prestazioni, lo dirà piano piano il tempo. In questo momento l’importante è accorciare la distanza dalle prime in classifica, visto quanto ha perso all’inizio».

Kean, De Sciglio, Bernardeschi e Szczensy hanno dato risposte importanti contro la Roma dopo tante critiche. Questa loro trasformazione è frutto della gestione del gruppo da parte di Allegri?

«E’ lo spirito che sanno costruire l’allenatore e la società, sempre attenta a queste cose, che dà la possibilità a questi giocatori di poter dimostrare quello che valgono. Szczesny lo ha dimostrato parando un rigore, De Sciglio con un’ottima prestazione e così tutti gli altri. Sentono la fiducia di allenatore, ambiente e società per cui la pressione che gli viene messa addosso la sanno gestire nel migliore dei modi con delle risposte sul campo evidenti, come contro la Roma. Anche perché quando vesti questa maglia le pressioni ci sono, ma se sei arrivato lì vuol dire che hai le qualità per poterle sopportare e affrontare».

Domenica prossima c’è Inter-Juventus a San Siro: che gara si aspetta?

«Dipende da come arriveranno le squadre a livello emotivo. In questo senso i risultati di coppa sono importanti. L’Inter viene da un passo falso in campionato in una partita che ha lasciato qualche polemica. La Juve, con le vittorie nel derby e con la Roma, ha rilanciato le sue ambizioni. In coppa, in più, ha già intrapreso un cammino buono, a differenza dell’Inter che deve fare risultati per passare il turno, visto che non è partita nel migliore dei modi. Questo sarà un fattore per quanto riguarda le pressioni e le motivazioni delle due squadre. Inter Juventus, comunque, è sempre partita importante e chi vince fa un gran bel salto verso le zone alte, mentre un pareggio favorirebbe ancor di più la fuga del Napoli».

Secondo lei la Juventus deve rinforzarsi sul mercato a gennaio?

«La cosa importante è quello che vuole Allegri. Lui, secondo me, in questo momento sta valutando e studiando tutti quelli che possono essere i giocatori e le alternative che gli possano dare le garanzie sia per il campionato che per la Champions. Da qua all’inizio del mercato farà valutazioni attente, guarderà tutti i reparti e cercherà di capire se il mercato offrirà veramente qualcosa di meglio rispetto a quello che ha già in casa. Andare tanto per andare sul mercato non è da stile Juve. Cercherà giocatori adatti a quello che vuole l’allenatore per fare, eventualmente, un salto di qualità».

Lei ha fatto parte della Juventus che vinse l’ultima Champions League nel 1996. Cosa manca a questa squadra per potere competere quest’anno?

«Quest’anno l’esser partiti con meno possibilità di vincerla, visto che ci sono squadre molto più attrezzate e competitive, può essere un fattore positivo per arrivare a questi appuntamenti senza quella tensione che in altre circostanze ha bloccato un po’ la squadra in questa competizione. Molte volte, comunque, ci è andata veramente vicino vicino nel conquistarla, ma poi alcuni episodi hanno cambiato il finale. La squadra, come ha dimostrato in questo inizio di girone di qualificazione, ha tutte le possibilità per andare avanti sperando di ritrovare nel momento opportuno tutti i giocatori a sua disposizione per poter competere con quelle squadre che sembrano aver qualcosa in più».

Lotta scudetto: Napoli e Milan non si fermano e mantengono la vetta. Sono loro le favorite?

«In questo momento Napoli e Milan stanno facendo molto bene e anche nei momenti di difficoltà riescono a portare a casa il risultato. Sono le squadre che hanno dato più continuità. Dietro ci sono Inter e Juve che non molleranno sicuramente, anche se è normale che possono sbagliare poco rispetto a quelle che sono avanti e si possono permettere qualche passo falso. Juve e Inter in questo momento devono cercare di non sbagliare mai, anche se poi ci sono gli scontri diretti che possono essere determinanti».

Lei ha conosciuto Federico Cherubini quando ha allenato il Foligno Calcio. Si aspettava questa sua carriera alla Juventus?

«Lui è stato il mio direttore sportivo nel club umbro. Non mi aspettavo che facesse questa carriera alla Juve. Lui sa di calcio e, oltre a tutte le conoscenze calcistiche che ha, è una persona perbene e penso sia questo che lo abbia fatto apprezzare dalla Juventus. E’ una persona stile Juve e quindi la società ha capito che aveva un elemento importante su cui poter investire e lo ho ha fatto nel migliore dei modi».

Si ringrazia Luca Fusi per la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista.