Gianluigi Gentile: «Vi racconto Marchisio da piccolo» – ESCLUSIVA

L’ex allenatore di Claudio Marchisio, negli Esordienti e negli Allievi, svela retroscena curiosi in esclusiva su Juventus News 24

Di quei venticinque anni alla Juventus di Marchisio c’è chi ne ha vissuto gli inizi. Le fasi in cui Claudio, poi divenuto il Principino, era solo uno tra quelle centinaia di bambini che sognavano di indossare un giorno la maglia di Alex Del Piero. E di esultare come Fabrizio Ravanelli per un gol decisivo. Gianluigi Gentile lo allenò alla Juve negli Esordienti, per ritrovarlo, qualche anno dopo, negli Allievi. L’ex allenatore delle giovanili bianconere ha parlato in esclusiva su Juventus News 24.

Mister, Claudio riuscì ad arrivare in prima squadra dopo la trafila nelle giovanili. Non succedeva a nessuno in quel periodo…
«Da ragazzino non dava subito all’occhio, fra tanti fisicamente precoci, ma poi in campo faceva cose straordinarie. Rendeva facili giocate difficili e faceva solo gol d’autore, proprio come è riuscito a fare da grande. Già negli Esordienti aveva un portamento particolare, vedevi quel ragazzino quasi consapevole di avere doti sopra la media, sempre pronto ad aiutare i compagni che rendevano meno».

Che giocatore era da piccolo?
«Negli Esordienti lo utilizzavo prevalentemente da esterno sinistro o a volte da seconda punta. In realtà, per lui, destro o sinistro non faceva differenza. E poi aveva degli inserimenti straordinari. Era proprio un dieci, che vedeva la porta come pochi, un talento naturale. Più avanti, negli Allievi, il suo altruismo e la sua capacità di vedere le cose prima degli altri lo avvicinarono di più al ruolo di centrocampista. Una volta gli dissi, ridendo, da attaccante avresti guadagnato di più».

Ti aspettavi che lasciasse la Juventus?
«Sinceramente no. Ma evidentemente, per averlo fatto, avrà valutato insieme alla società che fosse la cosa giusta da fare per il bene suo e di tutti. Claudio è uno juventino purosangue. Ricordo che negli Allievi, causa un infortunio che lo tenne fuori per un mese e mezzo, lavorò sodo per recuperare in vista di un derby con il Toro. Era la finale regionale e lui ci teneva proprio tanto a essere in campo».

E adesso, dove gli consiglieresti di proseguire la sua carriera?
«Claudio si è sempre contraddistinto per la sua intelligenza. E’ un ragazzo, ormai un uomo, cresciuto con i valori di una famiglia perbene. Saprà dove andare, e non sarà una scelta banale dettata dall’istinto. Ma da una sana e realistica riflessione».

Conosci bene anche i capisaldi della nuova Juventus U23, li hai avuti quando erano Allievi, cosa ci dici di loro?
«Alcibiade ha le qualità e i valori per fare da chioccia ai giovani che la Juventus vorrà far crescere nella Seconda Squadra. Lo stesso Nocchi può trasmettere la sua esperienza ai giovani portieri. Mentre ho sempre creduto che Emmanuello avrebbe potuto avere un futuro brillante, in categorie ben superiori. E chissà che questo ritorno alla Juve possa essere un’occasione per fargli riprendere qualche treno importante».

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