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I DIALOGOBBI – Enrico Vincenti: «Allegri punterà su Vlahovic e Milik»

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Enrico Vincenti protagonista di una nuova puntata de I DIALOGOBBI: ecco cosa ha detto in esclusiva a Juventusnews24

Con Enrico Vincenti ho condiviso anni di trasmissione a parlare di tattica su JuventusTv. Né io né lui abbiamo esperienze di Coverciano, ma abbiamo giocato molto a calcio (dilettantesco) per presumere di averne una conoscenza. La sua applicazione feroce è stato un vero e proprio pressing sulle immagini e ha permesso di farci capire meglio tante situazioni della Juventus, prima di Conte e poi di Allegri.

Paolo: «Ciao Enrico, intendo iniziare con un ricordo, al quale oggi forse mi aggrappo da tifoso. Andasti a Madrid, nel primo anno di Allegri, a vedere un brutto Atletico-Juve perso 1-0. E mentre montava la marea sul nostro non gioco (non è mica una novità di oggi) tu ti mettesti pazientemente a mostrarci una serie di situazioni dicendoci che avevi visto una Juve matura, in grado di arrivare molto lontano. In effetti poi approdammo a Berlino e in quella trasmissione del post Atletico avevi ricevuto non pochi insulti. Non ti chiedo di rifare la stessa cosa, sono convinto che oggi partiamo molto più indietro. Però ti chiedo se hai un motivo di fiducia per mercoledì col Benfica e più in generale per lo sviluppo di questa stagione iniziata col freno a mano tirato».

Enrico: «Ciao Paolo, grazie dell’invito. Certo ricordo benissimo quella gara (in parte anche gli insulti) e ricordo che la vidi con in mente le immagini degli ultimi venti minuti della partita della stagione precedente a Istanbul contro il Galatasaray: ebbene sì, la Juventus di Allegri mostrò subito personalità, un elemento imprescindibile in Europa soprattutto quando le gare iniziano a diventare decisive. Per intendersi, a parità di forma e di gioco, un’andata di un ottavo di finale a Napoli fra partenopei e Liverpool non finirà mai 4 a 1 per i padroni di casa, che hanno disputato una gara sontuosa, ma non ci si giocava il passaggio del turno. Le squadre di Allegri, diversissime in questi anni per giocatori, moduli e principi di gioco, personalità ne hanno sempre avuta: quella personalità che ad esempio domenica sera, aveva permesso alla Juventus di ribaltare (non fosse successo il pasticcio del Var) una gara nata storta. Per venire alla tua domanda ti rispondo sì, proprio per quello che ho detto prima: ho fiducia contro il Benfica perché verrà vissuta già come una gara da dentro e fuori, seppure si è solo alla seconda giornata, e queste partite difficilmente Allegri le sbaglia. A Parigi dopo l’inizio shock solo una squadra di personalità poteva arrivare a sfiorare il pareggio. E se Allegri avesse a disposizione tutta la rosa….».

Paolo: «Secondo te è un limite il non avere ancora proposto un modulo fisso? La mia sensazione – o il sospetto – è che Allegri opti spesso per un 4-3-3 pensando a educare la squadra per quando ci saranno Pogba, Di Maria e Chiesa. Ma al contempo non si senta sicuro e continui a variare di gara in gara o addirittura nella stessa gara. Oppure è sbagliata l’ottica e Allegri non ci darà mai un modulo prevalente?».

Enrico: «Credo che Allegri ti risponderebbe dicendo che i moduli e le formule contano poco… Penso, però, che con la rosa al completo, il 4-3-3 possa essere l’abito giusto. Chiesa, Vlahovic e Di Maria sono un tridente che poche squadre possono permettersi e con in più il supporto di Pogba, vedremmo un’altra squadra. Calcola che mai come quest’anno, con una stagione iniziata con largo anticipo, è normale che ci si inventi in ogni gara una formazione diversa: dapprima perché il mercato è finito quando di fatto si era già alla terza giornata; poi, tra turni infrasettimanali di campionato e Champions, si gioca ogni 3 giorni, e nel caso specifico gli infortuni hanno ulteriormente complicato certe scelte. Personalmente credo che, almeno in questa prima parte di stagione, Allegri utilizzerà spesso due punte purissime come Vlahovic e Milik: sono sorpreso da come abbiano trovato l’intesa già in pochi minuti giocati assieme e con le loro caratteristiche possono coesistere, con Milik bravo a proporsi venendo incontro alla palla e il serbo a dettare il passaggio in profondità. E quando l’azione si sviluppa sulla fascia, i due sono bravi ad occupare l’area di rigore. A proposito di fascia una delle note più positive è rappresentata da Kostic: la sua abilità nel mettere palloni in area è straordinaria. Ma stiamo parlando di giocatori che si conoscono da un mese al massimo….».

Paolo: «Ultima considerazione. Come stiamo a tenuta nervosa? Perché è chiaro che la posta in palio col Benfica è enorme. E noi siamo un po’ logorati dalle ultime 2 gare e più in generale da un periodo non semplice…».

Enrico: «Inizio un’altra risposta prendendo in prestito il pensiero di Allegri: queste sono le settimane in cui ci si diverte…. Ovvio che ci sono giocatori, penso a Miretti e non solo, di grande avvenire ma che in questo momento non possono certo far pesare un’esperienza che ancora non hanno. Ma giocatori come Danilo, Cuadrado, Paredes, Di Maria e ovviamente capitan Bonucci, capiscono l’importanza di queste gare e le affrontano senza paure… È altrettanto vero che i bianconeri si trovano di fronte una squadra esperta ed abituata a partite come queste. Di certo non sarà facile: le ultime due gare, ma in generale questo inizio di stagione, hanno evidenziato luci ed ombre. Contro i lusitani le luci dovranno avere il sopravvento…. te lo chiede la Champions League».

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