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Juve, errori che si ripetono: non solo Szczesny. Allegri non lascia più dubbi

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La Juventus esce sconfitta e sconfortata dal Maradona: gli errori si ripetono e le parole di Allegri non lasciano più dubbi

Seconda sconfitta in tre gare di Serie A per la Juventus di Massimiliano Allegri, cinque gol subiti e solo 3 fatti che mettono insieme il bottino poco edificante di 1 punto in tre partite. Partenza ad handicap, se si vuole definirla così, ma non è la prima volta che succede nella storia in Serie A della Vecchia Signora: nella celeberrima stagione 2015/2016 (con la super rimonta post Sassuolo) i bianconeri non vinsero nelle prime tre gare del torneo ma era un’altra squadra, altri giocatori e soprattutto un’altra Serie A. Ora le squadre che possono ambire al titolo, o ad un piazzamento Champions, sono di più e più agguerrite. Allegri, nelle dichiarazioni post partita, si è lasciato sfuggire il reale obiettivo della Juve in questa stagione.

Partenza Juve 2021/22: 4 gol su 5 subiti con assist bianconeri

Restando ancorati al momento della squadra, non si possono non evidenziare gli errori individuali che hanno di certo inciso in maniera straordinaria sui risultati della Juventus. Ad onor del vero, il gol di Morata al Maradona, è scaturito da una dormita di Manolas dopo 10 minuti in cui la Juve aveva toccato il pallone per pochi attimi. Il Napoli ha pareggiato grazie alla pressione del secondo tempo e al decisivo errore di Szczesny sul tiro di Insigne: respinta morbida e palla apparecchiata per Politano per l’1-1. La gara sembrava avviarsi verso un pareggio d’oro per gli uomini di Allegri ma Kean sbaglia porta sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Szczesny miracolosamente tira fuori il pallone dalla porta che finisce sui piedi di Koulibaly che si dimostra, nel bene e nel male, decisivo in questa sentita sfida. A dirla tutta forse Szczesny sarebbe potuto essere più reattivo in uscita, col pallone che è finito nei pressi dell’area piccola. Altri errori che vanno nell’archivio di Allegri, dopo il disastro di Udine. Szczesny, in quell’occasione, prima smanacciò su Arslan e poi causò il rigore dell’1-2 (ripercorrendo i tempi dell’Arsenal). Ma il peggio doveva ancora venire: pasticcio con i piedi e palla regalata a Deulofeu, a porta vuota per il 2-2. Errori, episodi, che sarebbe riduttivo definire tali, considerando la storia recente della Juventus.

Da Allegri a Pirlo, distrazioni che rimangono

Certamente è un caso singolare quello della Juventus di Allegri nelle prime tre gare di Serie A, con quattro gol su cinque causati da errori bianconeri. Distrazioni che però si aggiungono a quelle della Juventus di Pirlo, vero e proprio leitmotiv della scorsa stagione. Senza voler elencare per filo e per segno ogni errore, si possono citare i più eloquenti: la leggerezza di Dybala in Lazio-Juve e il retropassaggio di Kulusevski al ritorno e nel derby contro il Torino; l’autogol maldestro di Alex Sandro contro la Fiorentina per arrivare al doppio confronto con il Porto. Disastro di Bentancur all’andata col retropassaggio sbagliato per Szczesny e barriera in cui si aprì una sorta di “Breccia di Porta Pia” al ritorno. Il tutto però viene sugellato dalla madre di tutti gli errori: l’arcobaleno disegnato da Arthur per i piedi di Gaich che sancì la sconfitta della Juve contro il Benevento ed ebbe un ruolo decisivo nell’esonero di Pirlo. Insomma, non sembrano dei veri e propri infortuni ma più che altro istantanee di una squadra smarrita dopo la perdita delle certezze dei nove anni di successi, un processo di rifondazione e non di risorgimento del quale lo stesso Allegri sembra essere consapevole.

Allegri consapevole: è già addio allo Scudetto?

«Bisogna lavorare per fare una bella rimonta, avvicinarsi alle prime 4 ed entrare nella zona che conta. Ho passato anche momenti più complicati. La cosa che conta è martedì, poi il Milan domenica. Abbiamo tanti scontri diretti, il campionato è lungo e quelle davanti non potranno vincere sempre. Poi abbiamo preso 5 gol e ce li siamo fatti un po’ da soli». Questo il perentorio messaggio di Allegri ai microfoni di DAZN: il tecnico della Juventus dunque toglie subito le castagne dal fuoro e svela il vero obiettivo di questa stagione. Tattica per giustificare l’inizio maldestro o realtà dei fatti? Al momento il giudizio sembra propendere verso la realtà perché il 2015/2016, e quella Serie A, sono molto lontani. Il miracolo questa volta sembra impossibile ma Allegri dovrà riuscire a piantare i giusti semi per il futuro.