
«La Juve non corre»: c’è un problema di condizione fisica della squadra? Cosa dicono i dati e cosa pensano alla Continassa
Quando si vince i dati diventano un semplice orpello, ma quando si perde scatta l’inevitabile caccia al bug di sistema per comprendere le ragioni di una caduta a testa china. All’indomani dello scivolone contro il Genoa, sui social ha preso piede la classica accusa sommaria: «La Juve non corre». Eppure, le statistiche ufficiali fornite dalla Lega Serie A smentiscono categoricamente questo luogo comune, delineando una realtà persino più allarmante. Il meticoloso lavoro del preparatore atletico Francesco Sinatti non è affatto in discussione e ai bianconeri non serve un richiamo di preparazione: la Juventus corre eccome, ma lo fa malissimo e senza testa, gestendo i momenti della partita con totale disordine. Lo scrive Tuttosport.
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I dati registrati al Ferraris fotografano perfettamente la questione. I bianconeri hanno macinato ben 6,57 chilometri ad alta intensità, contro i soli 5,8 chilometri percorsi dalla formazione guidata da De Rossi. Nella scala dello sforzo monitorata dai sistemi di tracciamento — articolata tra camminata, corsa lenta, media andatura, alta intensità e sprint —, la quarta fascia richiede un impegno notevole. Tuttavia, è proprio negli scatti alla massima velocità che si capovolge il copione: il Genoa ha completato 150 sprint contro i 139 della Juve. Al di là delle caratteristiche dei singoli come Kolo Muani o Douglas Luiz, i liguri hanno saputo spezzettare e ottimizzare le energie, attingendo alle proprie riserve con chirurgica precisione.
A fare la differenza nel calcio contemporaneo non è il volume di corsa, ma come si impiega l’energia. Da un lato si è vista una compagine ligure perfettamente organizzata ed efficace, dall’altro una squadra costretta a rincorrere a vuoto, scivolando in una profonda frustrazione. Questa continua dispersione ad alta intensità finisce per erodere il magazzino energetico costruito nel ritiro estivo, generando uno stress fisico logorante che non porta ad alcun risultato concreto. Le rilevazioni confermano quindi che il nodo cruciale per Luciano Spalletti non è atletico: non è accumulando chilometri che si vincono i contrasti, si conquistano le seconde palle o si prendono le decisioni corrette negli ultimi metri. La diagnosi è netta: la Juve corre tanto, ma lo fa senza lucidità tattica.