Kean: il talento, la voglia di crescere e l’importanza di non partire a gennaio

Moise Kean
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Compie 19 anni l’attaccante bianconero Moise Kean: perché la Juve se lo deve tenere stretto

Quest’oggi in casa Juve si festeggia il compleanno di uno dei più grandi talenti prodotti dal settore giovanile della Juventus, sicuramente il più luminoso degli ultimi anni: Moise Bioty Kean.
All’età di 11 anni il passaggio in bianconero direttamente dai cugini del Torino, poi sei stagioni in quel di Vinovo dove, a suon di gol, ha scalato categorie misurandosi costantemente con ragazzi più grandi di lui. Poi il passaggio ai professionisti, dove tra Verona e le, seppur sporadiche, apparizioni in bianconero ha messo in luce le sue qualità.

L’importanza di restare a gennaio

Si è discusso e non poco sulla possibilità di lasciarlo partire a gennaio per garantirgli quel minutaggio che in un reparto affollato di qualità come quello offensivo bianconero difficilmente avrebbe avuto. La dirigenza bianconera ha però deciso di “trattenerlo” alla Continassa sia per monitorarne da vicino la crescita, sia per completare quel percorso che, al termine di questa stagione, lo vedrà iscrivibile (quando non sarà più Under 21) nelle liste Serie A e UEFA come CTP (club trained player, giocatori con almeno 36 mesi di tesseramento nella stessa società tra i 15 e i 21 anni).

Patrimonio bianconero

Due i gol segnati da professionista con la maglia della Juventus (entrambi al Bologna nel 2017 e nel 2019) in soli 85 minuti giocati tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. Primo millennials ad esordire in Serie A e primo a debuttare in Champions League. Un predestinato, sin da quando impazzava sui campi di periferia facendo ammattire le retroguardie avversarie.
Un patrimonio che la Juventus deve coccolare, far crescere e cercare, in tutti i modi, di tenersi stretto.