
L’analisi numerica e tattica della prestazione di Kolo Muani col Sassuolo: imprecisione individuale ed evidente mancanza di incidenza nell’area avversaria
All’indomani della sconfitta con il Sassuolo, il grande imputato in casa bianconera è diventato Randal Kolo Muani. Il centravanti francese è finito al centro delle critiche per un inizio di stagione ancora privo di reti ufficiali e caratterizzato da prestazioni al di sotto delle aspettative. Tuttavia, limitare le difficoltà dell’attacco bianconero al solo rendimento del classe ’98 rischia di nascondere un problema ben più profondo legate alla struttura di gioco impostata dalla squadra.
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L’analisi individuale della sua ultima prova evidenzia una serie di errori tecnici pesanti e una presenza quasi nulla dentro l’area di rigore. I dati statistici raccontano una serata complessa: solo 25 tocchi totali, un dato microscopico di 0.03 Expected Goals (xG) frutto di un solo tiro respinto, a fronte di ben 10 palle perse e un magro 0/4 nei dribbling tentati. Anche nei duelli fisici la prestazione è stata insufficiente, con appena 2 duelli a terra vinti su 9, pur avendo messo a referto 1 assist da 0.04 xA. Cifre che confermano come il francese si sia spesso allontanato dalla porta per cercare palloni giocabili, finendo per impantanarsi sulla trequarti.
Al tempo stesso, la manovra offensiva della Juventus mostra enormi lacune nel rifornire con continuità la propria prima punta. A fare chiarezza sul paradosso tattico è stato lo stesso Luciano Spalletti, che a fine gara ha difeso e al contempo stimolato il suo attaccante: «Intanto la dobbiamo giocare di più su Kolo Muani, perché la giochiamo poco: quando si vede che è tutto occupato a metà campo è segno che loro hanno rotto la linea difensiva e sono venuti ad agganciare l’uomo su uomo, per cui si va a giocare sulla prima punta, facendogliela tenere e ribaltando poi quella che è la pressione degli avversari, giocandogli addosso, e poi andando a sostegno. Invece abbiamo giocato poche volte, anche se in alcuni casi lui deve essere più cattivo, questo è vero». La diagnosi è chiara: a Kolo Muani serve maggior cattiveria nei duelli, ma senza una Juve capace di verticalizzare con tempi giusti, l’isolamento dell’attaccante rimarrà un problema insoluto.