LAVAGNA TATTICA – Perché Dybala sarà determinante nella Juve di Pirlo

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Le qualità di Dybala ben si sposano con il calcio che ha in mente Pirlo. Vediamo perché

L’evoluzione di Dybala

Rispetto ai primi anni della sua carriera, in cui a Palermo era soprattutto un attaccante, Dybala si è evoluto molto nel corso della sua avventura alla Juve. L’argentino è diventato sempre più “tuttocampista”, un giocatore che agisce a tutto campo e ha grande libertà di movimento. Nel corso dell’ultima stagione di Allegri, la Joya fu provata come trequartista alle spalle di Mandzukic e Ronaldo: questa soluzione non funzionò, visto che Dybala visse la sua peggiore stagione in termini realizzativi, tirava pochissimo in porta ed era troppo lontano dall’area.

Con Sarri le cose sono andate decisamente meglio. Per quanto l’unica stagione del tecnico toscano a Torino sia stata costellata da tante difficoltà, il suo principale merito è stato quello di rivitalizzare la Joya. Dybala è infatti cresciuto in modo evidente in ogni aspetto di gioco: oltre ad essere tornato pericoloso in zona gol (raddoppiati gli Expected Goals rispetto all’ultima stagione di Allegri), si è rivelato una fonte di gioco determinante come mai forse in carriera.

Oltre al record di passaggi chiave (2.8 ogni 90′), l’ex Palermo effettuava in media 58 passaggi totali ogni 90′, anche questo un evidente record per quanto riguarda la sua carriera. Mai infatti aveva raggiunto i 50.

Movimenti a tutto campo

La sua grande libertà tattica era anche conseguenza di alcune difficoltà della Juve. Quando pressati, i bianconeri non sempre riuscivano a trovare l’uomo libero e i propri centrocampisti. Di conseguenza, erano necessari i movimenti a venire incontro di Dybala, che davano ai propri compagni importanti soluzioni di passaggio tra le linee.

juve dybala

Un esempio nella slide sopra, in cui tutti i centrocampisti della Juve sono marcati da quelli del Bologna. Nessuno però segue lo smarcamento di Dybala, che fa da raccordo e permette ai bianconeri di trovare l’uomo tra le linee. E’ frequente vedere la Joya arretrare anche nei pressi del centrocampo.

Nella scorsa stagione, inoltre, la Juve ha spesso sofferto quando ha dovuto attaccare difese schierate. In molte circostanze, la supremazia territoriale non si traduceva in un’adeguata pericolosità offensiva, a causa di un circolazione di palla troppo lenta e di poco smarcamento (Sarri si lamentava del fatto che i propri giocatori volessero ricevere sulla figura e che si aggredisse poco la profondità).

Non a caso, la Joya catalizzava tanti palloni su di sé, proprio perché la squadra si affidava a lui nei momenti di maggior difficoltà: Dybala aveva il record di palloni toccati nella trequarti avversaria, ben 43.9 ogni 90′ secondo i dati di Stats Bomb.

Cosa cambia nel 3-2-5

In queste prime partite, abbiamo imparato a conoscere i principi della Juve di Pirlo. In fase di possesso, i bianconeri attaccano con un evidente 3-2-5 in cui ci sono due riferimenti molto larghi che danno ampiezza (Cuadrado e Frabotta contro la Sampdoria) con le punte dentro al campo.

Nell’esordio della Juve di Pirlo, abbiamo visto i bianconeri trovare una marea di volte Ramsey e Kulusevski tra le linee, soprattutto con verticalizzazioni dal basso di Bonucci.

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Uno dei molti esempi.

Dybala si può esaltare in questo scaglionamento. La presenza di un riferimento sempre largo a destra e di un altro rifinitore vicino a lui (dovrebbe essere Kulusevski) lo può sollevare da un’eccessiva centralità, senza chiedergli i salti mortali in tutte le fasi. Proprio la presenza del macedone a fianco a lui darà alla Juve un altro rifinitore di livello, che quindi avrà più soluzioni per innescare Ronaldo. Sarà importante il movimento senza palla davanti ai centrocampisti, con Dybala e Kulusevski/Ramsey che dovranno farsi trovare bene tra le linee.

Inoltre, non va dimenticato che la Joya ha grandi qualità nel cambio di gioco, un aspetto da non sottovalutare in una Juve che mira a sfruttare molto l’ampiezza. C’è bisogno di giocatori bravi ad allargare velocemente sul lato debole, per servire l’esterno largo in fascia.

Insomma, ci sono tutti i presupposti affinché Dybala si esalti nella Juve di Pirlo.

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