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LAVAGNA TATTICA – Come cambia Bonucci con Allegri: più lanci e meno gioco corto

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Con Allegri sulla panchina della Juve, Bonucci ricorre ancora di più al gioco lungo. I dati mostrano le intenzioni dell’allenatore

Una delle maggiori differenze tra Allegri e i due allenatori precedenti (Sarri in primis) è nel gioco lungo. Le sue Juventus hanno sempre alzato molto la palla, sia nella costruzione che in rifinitura. Quando si avvia l’azione, vediamo molti più lanci per le punte o, soprattutto, cambi di campo molto lunghi sugli esterni. Negli ultimi metri, non a caso, le sue squadre hanno sempre crossato tanto. Raramente vedevamo la Juventus fraseggiare sul breve e provare a sfondare con rapide combinazioni centrali di prima, ma anzi spesso si svuotavano le zone interne del campo con ampio ricorso al cross e alla palla buttata dentro l’area di rigore.

Un giocatore della Juve che, con Allegri, cambia abbastanza il proprio modo di giocare (nel senso che enfatizza alcune sue caratteristiche). E i dati fino a qui lo dimostrano. Gli si richiede molti meno passaggi sul corto e gioco breve, proprio perché l’allenatore non glieli richiede. Al contrario, il numero dei passaggi lunghi è molto alto, soprattutto in relazione al possesso palla della Juve (che cerca meno, rispetto a Sarri, di avere sempre e comunque il pallone). Oggi Bonucci tenta 17.8 passaggi lunghi ogni 90′, il dato per distacco più alto dei bianconeri. Alle sue spalle Cuadrado ne fa 15, ma va detto che – essendo un esterno – tra questi numeri sono compresi anche i cross che ovviamente Bonucci non può fare visto che il ruolo non glielo concede.

Al contrario, va osservato come la statistica sui passaggi corti sia calata drasticamente rispetto alle stagioni passata. Il viterbese ne effettua 25.7 medi e 7.67 brevi, entrambi il dato più basso di tutta la sua carriera (mentre quello sui passaggi lunghi è invece più alto). Anche da queste statistiche si capisce l’impronta che intende dare Allegri alla Juve. Si cerca un gioco molto diretto che cerca di arrivare velocemente nella metà campo rivale.