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LAVAGNA TATTICA – Kulusveski punta: la mossa di Pirlo paga

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Kulusevski ha giocato da nove in Juve-Bologna. La mossa di Pirlo ha pagato, lo svedese è stato prezioso spalle alla porta

Kulusevski gioca da nove

Ieri abbiamo scritto della grandissima prestazione di Arthur. Oltre ad aver palleggiato molto bene da dietro, la Juve ha è stata brava ad approfittare dei molti spazi concessi dagli avversari. I felsinei hanno un atteggiamento aggressivo e intenso senza palla, la voglia è quella di recuperare il possesso in zone alte del campo. Tuttavia, questo si traduce spesso in disordine, confusione e tanti buchi, situazioni dove i bianconeri sono andati a nozze con parecchi attacchi in campo aperto.

La Juve è stata molto fluida e dinamica nella trequarti avversaria, riempiendo la zona di rifinitura con tanti uomini. Come successo contro il Napoli, Pirlo ha schierato Kulusevski in attacco al posto di Morata. Pirlo ha spiegato così la scelta nel post match: “Il Bologna difende uomo su uomo a tutto campo. Kulusevski, che viene molto incontro e si muove tra le linee, ci serviva per mandare i loro difensori fuori dalla zona di competenza“.

In effetti, lo svedese non ha interpretato il ruolo di nove in modo particolarmente atipico: ha proprio riempito il centro dell’attacco e fatto la prima punta “classica”. In molti hanno sottovalutato la sua prestazione. E’ vero che bisogna attendersi qualcosa di più nell’ultimo passaggio, ma spalle alla porta ha fatto un lavoro preziosissimo, con tante sponde pulite (piuttosto sorprendenti) che hanno premiato gli inserimenti dei compagni. Kulusevski è stato molto bravo a generare spazi per la squadra e a manomettere le marcature felsinee, generando così occasioni pericolose.

Sopra vediamo una delle sue molte sponde: il suo movimento a venire incontro porta fuori posizione Soumaoro, con Cuadrado che attacca bene lo spazio alle spalle del difensore. La giocata dell’ex Parma è quindi decisiva per creare buchi tra le fila emiliane.

McKennie si esalta tra le linee

E’ stato soprattutto McKennie ad esaltarsi in queste situazioni. Con Arthur e Bentancur contemporaneamente in campo, quello della Juve è stato un 3-2-5 più simile a quello di inizio stagione. I due sudamericani vicini e più bloccati con il texano alto e verticale, a ridosso delle punte con compiti prevalentemente offensivi.

Ancora una volta, le ricezioni tra le linee di McKennie hanno fatto la differenza. La Juventus lo ha imbeccato tante volte libero alle spalle del centrocampo rivale, in situazioni dove il contributo di Kulusevski è stato decisivo. Le sponde dello svedese hanno premiato soprattutto gli smarcamenti dell’americano, che aggrediva con tempismo ed efficacia lo spazio liberato dal compagno.

Nelle slide sopra, vediamo due situazioni concettualmente simili (anche se in diverse posizioni del campo): Kulusevski attira su di sé Tomiyasu, con McKennie che attacca il buco generato dal numero 44. Lo svedese è molto preciso nella sponda, il texano riceve quindi libero e genera un’occasione pericolosa. Questa giocata ha seminato il panico tra le linee felsinee e ha consentito di liberare costantemente il terzo uomo.

L’importanza di Danilo

Oltre che con McKennie, la Juve ha riempito bene la zona di rifinitura anche con altri uomini. Bentancur, per quanto avesse compiti soprattutto di equilibratore senza palla, si è distinto per ottimi break in avanti. Un altro che ha inciso molto è stato Danilo: come ormai sappiamo, nel modulo fluido della Juve il brasiliano gioca piuttosto stretto quando i bianconeri consolidano il possesso. Fa praticamente il terzo di difesa in una sorta di 3-2-5.

Domenica è stato più alto del solito: era spesso sulla stessa linea di Bentancur e Arthur, con il modulo che diventava quasi un 2-3-5. L’ex Manchester City si è distinto per tante sovrapposizioni interne. Si smarcava spesso in avanti approfittando delle praterie lasciate dal Bologna, con la Juve che lo trovava quindi libero tra le linee.

Due esempi nelle slide sopra, in cui Danilo accompagna l’azione offensiva in una posizione praticamente da mezzala. Grazie ai suoi movimenti, la Juve acquisisce fluidità e approfitta nel migliore dei modi dei varchi lasciati dal Bologna.

Insomma, la prestazione  dei bianconeri è stata incoraggiante. La palla ha girato velocemente e c’è stato tanto movimento senza palla. I 3.52 Expected Goals certificano l’elevata produzione offensiva della Juventus.

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