Connettiti con noi

Lavagna Tattica

LAVAGNA TATTICA – Kean annullato da Bremer: i problemi del primo tempo

Pubblicato

su

Kean è stato uno dei giocatori della Juve più in difficoltà del primo tempo. Spalle alla porta ha perso moltissimi palloni

La sofferenza di Kean

Ieri abbiamo scritto della modifica tattica vincente di Allegri, che con il passaggio al 3-5-2 e l’ingresso di Cuadrado ha svoltato il match. Questo cambio è stato necessario dal pessimo primo tempo dei bianconeri, uno dei peggiori in stagione. Basti pensare che i granata, non certo una formazione che vuole essere dominante, nella prima frazione hanno avuto quasi il 65% di possesso palla. La Juve ha molto sofferto la fisicità granata, con un pressing a uomo intenso e feroce che impediva di risalire il campo. I bianconeri sono Stati così costretti a un baricentro bassissimo incapaci di guadagnare metri. Il calciatore della Juve che fotografa meglio le difficoltà tattiche bianconere è stato senza ombra di dubbio Kean: schierato da punta insieme a Chiesa, i bianconeri si sono aggrappati molto a lui per risalire il campo. Abbiamo visto tanti lanci e verticalizzazioni dal basso nella speranza che l’ex PSG tenesse palla e facesse così risalire la squadra.

Due esempi nelle slide sopra, la Juve lancia lungo per Kean che però perde palla.

 

Il problema è che Kean è stato letteralmente sovrastato da un Bremer in grande spolvero, autore di 6 intercetti e 4 tackle vincenti. La Juventus non riusciva quindi a risalire, con tutti questi recuperi di palla del Torino che consentivano ai padroni di casa di stanziarsi in avanti. Per quanto Kean debba migliorare sensibilmente nel gioco spalle alla porta, va detto che i compagni non sono Stati certo bravi a Innescarlo con le modalità giuste. Arrivavano palle tanto banali quanto complicate per l’italiano, che si trovava tanto basso quanto isolato. Non stupisce certo che abbia perso palloni in continuazione.

 

Le difficoltà nell’uscire da dietro

 

L’imbarazzo della Juve si vedeva anche nei pressi dell’area di Szczesny, dove il forsennato pressing del Toro impediva ai bianconeri di trovare l’uomo libero. Vedevamo un possesso orizzontale e difficoltoso, che il più delle volte si concludeva con un lancio lungo che non portava assolutamente a nulla.

Due situazioni qui, con Szczesny che spazza e il Toro che recupera palla. Mancano soluzioni di passaggio, ogni giocaore della Juve è marcato da uno granata.

Insomma, il pattern tattico del primo tempo è stato chiaro: pressing del Toro che soffoca una Juve molto disorganizzata nella costruzione, che si è limitata a una difesa a oltranza senza proporre nulla. Oltre a schiacciare la Juventus, il Toro recuperava palla con una facilità impressionante subito dopo averla persa. Un dato significativo: Locatelli, cresciuto molto nella ripresa, ha effettuato la miseria di 12 passaggi nel primo tempo. Se un calciatore così tocca così pochi palloni, vuol dire che qualcosa non funziona. E infatti, la maggiore centralità dell’ex Sassuolo nella ripresa dimostra come, grazie al cambio di Allegri, la Juve abbia iniziato ad occupare meglio il campo.