LAVAGNA TATTICA – Le difficoltà di Morata in Roma-Juve

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Morata ha giocato con Ronaldo in Roma-Juve. Non è stata una buona partita per lo spagnolo

Cosa ha sofferto la Juve a Roma

Come abbiamo scritto nei giorni precedenti, il palleggio della Juve ha molto sofferto il pressing giallorosso, che aggrediva in parità numerica difensori e mediani bianconeri. Gli ospiti sono stati spesso lunghi, con il centro svuotato: c’era una distanza enorme tra la coppia McKennie-Rabiot e le punte. Giusto Ramsey veniva un minimo incontro, mentre Morata e Ronaldo effettuavano quasi sempre lo stesso movimento.

In questa slide si vede molto bene il centro del campo che è praticamente sguarnito.

Insomma, una netta differenza rispetto all’esordio contro la Sampdoria, in cui la Juve aveva trovato una marea di volte Kulusevski e Ramsey liberi alle spalle del centrocampo avversario. Esattamente ciò che non si è verificato nel match dell’Olimpico.

Come ammesso da Pirlo nel post match, sotto un certo punto di vista la Juve era preparata a “essere lunga”. Voleva punte (Morata e Ronaldo) sempre alte e che aggredissero la profondità, sfruttando la parità numerica contro i difensori romanisti. La scelta dello spagnolo era propedeutica ad allungare la linea avversaria e creare così spazi in mezzo. Ciò però non si è verificato per diversi motivi.

I problemi dei lanci lunghi

Il problema è che la Roma ha pressato bene in avanti, con i bianconeri che hanno faticato a consolidare il possesso. Di conseguenza, ci sono state poche situazioni di palla scoperta. Si è finiti a fare lanci lunghi molto difficili, con scarsissime probabilità di arrivare alle punte. Con Rabiot e McKennie costantemente marcati (entrambi sono stati poco precisi tecnicamente), si sono visti tanti passaggi alti di Bonucci e Danilo.

juve roma mckennie rabiot

Si può vedere con chiarezza nella slide sopra. C’è una situazione di parità numerica contro il palleggio della Juve. I bianconeri non riescono a superare il pressing giallorosso, quindi Danilo (con Mkhitaryan addosso) effettua un lancio lungo su situazione di palla coperta. In questo modo, è molto difficile arrivare alle punte, con Morata che ha toccato pochissimi palloni giocabili.

Come dimostra questa pass map, Morata non è quasi mai stato coinvolto nel palleggio dei bianconeri, la Juve non è quasi mai riuscita a imbeccarlo: nell’unica volta in cui c’è riuscita, Ronaldo ha avuto una delle migliori occasioni del match.

Pirlo voleva esasperare la ricerca della profondità, ma le punte juventine non sono riuscite ad abbassare la linea difensiva giallorossa. I difensori della Roma hanno spesso vinto i duelli, e tutti questi palloni persi dai bianconeri si sono tradotti in ripartenze molto pericolose da parte dei padroni di casa. La lunghezza della Juve ha quindi generato grossi problemi nelle transizioni difensive, la Roma riusciva a rendersi pericolosa quando recuperava palla.

Le difficoltà tecniche di Morata

Oltre alle difficoltà nel trovare la profondità, Morata è parso poco a proprio agio quando ha ricevuto spalle alla porta e ha dovuto dialogare con i compagni. Nei frangenti in cui la Juve riusciva a consolidare il possesso nella metà campo avversaria, è capitato in diverse circostanze che le punte giocassero vicine tra di loro (d’altronde, questo è uno dei dettami di Pirlo).

Il problema è che i fraseggi sul corto sono stati inefficaci, si sono tradotti in tanti palloni persi. D’altronde, Morata non è mai stato un drago nel gioco associativo e nel combinare con i compagni, non ha un’elevata pulizia tecnica: è un calciatore più diretto e verticale, che ama andare alle spalle delle difese avversarie più che venire incontro.

Nelle slide sopra si vedono due situazioni in finalmente la Juve trova l’uomo tra le linee, con Morata che però perde palla. Nella prima azione, sbaglia il controllo spalle alla porta e si fa recuperare da Veretout. Nella seconda, (da notare le punte della Juve molto vicine) la sponda per Ramsey è leggermente imprecisa.

Sarà difficile lasciare fuori Dybala quando tornerà in condizione. Il rischio è quello di avere troppa poca qualità sulla trequarti.

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