Le chiavi tattiche di Juve-Sampdoria, la prima gara con Pirlo in panchina

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Contro la Sampdoria esordisce la Juve di Pirlo. Sarà un match molto interessante dal punto di vista tattico

Cosa intende fare Pirlo

Questa sera comincia ufficialmente la stagione della Juve di Pirlo. Nella prima amichevole contro il Novara, sono emersi con chiarezza i suoi principi e le sue idee, di cui ha parlato dettagliatamente nella tesi di Coverciano. Le sue squadre si difendono con una linea a 4 che in fase di possesso diventa un 3-2-5 che mira ad occupare tutti i corridoi verticali. Questo scaglionamento, curiosamente, è lo stesso dell’Italia di Mancini (si vede l’influenza di Gagliardi, nuovo collaboratore tecnico di Pirlo che ha lavorato per anni in FIGC).

Con Sarri, la Juve voleva attaccare unicamente tramite rapide combinazioni centrali di prima: c’era l’intera squadra collassata in pochi metri, con il centro svuotato. Al contrario, con Pirlo si cerca di sfruttare molto di più i cambi di campo. Rispetto al passato, spicca la voglia e la continuità con cui i bianconeri cercavano di andare in ampiezza. La circolazione mirava infatti ad effettuare, quando possibile, tanti cambi di gioco sul lato debole, con gli esterni sempre larghi.

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Contro il Novara, McKennie si è distinto per tanti cambi di campo.

Non deve però passare l’idea di una squadra che svuota il centro. Le punte erano molto vicine tra di loro per dialogare sul breve, la stessa rete di Ronaldo è arrivata tramite una combinazione di pregevole fattura: si faceva comunque una buona densità per vie interne.

Come gioca la Sampdoria

La Sampdoria di Ranieri, avversario della Juve di questa sera, è una delle formazioni più difensive e accorta del campionato. Gioca con il 4-4-2 tipico del tecnico testaccino: baricentro basso, squadra corta e scarsa ricerca del pressing offensivo. Sarà quindi un match interessante per vedere il livello della Juve contro avversari di questo tipo. Nell’annata scorsa, i bianconeri avevano mostrato sterilità contro squadre passive e rinunciatarie: c’era un prolungato palleggio centrale che però non portava a grosse occasioni da rete.

La Juve di Sarri. Una squadra interamente collassata in pochi metri.

Nel caso i campioni d’Italia non riuscissero a sfondare centralmente, sarà importante il contributo dei quinti (ricordiamo che mancherà Alex Sandro). D’altronde, è forse quella la principale incognita di Pirlo: mancano esterni dal grande apporto offensivo, soprattutto se si fa un paragone con quelli dei principali top club. Se si vuole fare un gioco che mira a isolare i quinti sul lato debole, è necessario possedere esterni in grado di saltare l’uomo e creare superiorità numerica. Vedremo se questa sera toccherà a Pellegrini o a De Sciglio.

Cosa temere in fase difensiva

Va comunque specificato che la Sampdoria del post lokcdown è stata una squadra molto efficace, che ha fatto vedere ottime cose. Pur senza avere troppa qualità tra le linee, riusciva a rendersi pericolosa sfruttando in particolar modo la grande gamba di Augello. Il Doria riusciva a mandare il proprio esterno sul fondo e a riempire molto bene l’area di rigore. Si tratta di una situazione che la difesa a zona di Sarri soffriva molto, visto che si pativano i cambi di gioco sul lato debole.

Un esempio qui, in cui Augello va al cross.

Inoltre, Bonazzoli è cresciuto parecchio di rendimento. La Sampdoria risaliva il campo appoggiandosi sul proprio attaccante, che spalle alla porta effettuava un lavoro generosissimo e combinava molto bene con i compagni vicino a lui.

La Sampdoria non ha molte risorse ma si tratta comunque di una squadra insidiosa. Sarà un esordio interessante perché mostrerà molto della fase di rifinitura della Juve, vedremo come i bianconeri attaccheranno squadre che pensano come prima cosa a difendersi.

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