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Marchionni: «Juve, puoi fare di più. Scudetto? Non è finita» – ESCLUSIVA

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Marco Marchionni ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 della situazione attuale della Juve, della lotta scudetto e di altri temi

Dalla situazione attuale della Juve alla lotta scudetto fino alla partita con la Fiorentina, al possibile colpo Vlahovic e al futuro da allenatore dell’amico Del Piero.

L’ex esterno bianconero Marco Marchionni ha parlato in esclusiva a Juventusnews24 di tutto questo e molto altro.

Come si spiega questa stagione altalenante della Juve?

«Bisogna essere dentro per spiegarlo. Credo che dalla Juve ci aspetti molto di più. E’ normale che quando perdi un giocatore come Cristiano Ronaldo destabilizzi un po’ l’ambiente e il gruppo, però non deve essere una scusa. La Juve è composta da giocatori forti che possono determinare le partite e da un allenatore competente che ha gestito già la Juve e quindi conosce l’ambiente, oltre ad essere un vincente. I risultati non sono soddisfacenti e il giudizio finora è negativo, ma credo che ci sia il modo di poter fare di più perché ci sono giocatori che possono determinare le partite in qualsiasi momento. Però devono aiutarsi e devono far sì di creare quel gruppo e quella magia che negli anni c’è stata alla Juve e ha contraddistinto la squadra».

Dal punto di vista tecnico-tattico, secondo lei Allegri dovrebbe cambiare qualcosa?

«Non credo che abbia bisogno di consigli. Allegri è un allenatore bravo, forte e ha dimostrato di saper vincere. Lui che vive ogni giorno la squadra sa di cosa c’è bisogno. E’ normale che quando non arrivano i risultati ci sia un po’ di scetticismo, ma la Juve ha i giocatori e l’allenatore per poter cambiare il rendimento mostrato finora».

Se in campionato l’andamento è negativo, in Champions League il discorso è del tutto opposto. Secondo lei questa Juve ha una vocazione più europea?

«Non credo. Secondo me in Europa è molto più difficile giocare perché trovi squadre che hanno grande ritmo. Se però in Champions la Juve è riuscita a fare tre vittorie mentre in campionato il suo andamento è stato altalenante, vuol dire che c’è un problema che non è né fisico né di sistema di gioco, ma di testa. La Juve deve far capire alle altre squadre che è nella condizione di determinare le partite e farle sue. Sin dall’inizio deve imporre il proprio gioco come ha sempre fatto. C’è un allenatore capace di far ricreare tutto quello che serve alla Juve quello che è».

Nella Juve in cui ha giocato lei c’erano tanti leader come Del Piero, Trezeguet e Buffon Adesso, tolti Chiellini e Bonucci, i giovani secondo lei gli altri giocatori fanno fatica ad incarnare il Dna Juve fatto di lavoro, impegno, sacrificio e risultati?

«Se arrivi alla Juve devi avere tutte queste caratteristiche. E’ normale che quando i risultati non arrivano ci si può attaccare a chi è leader e a chi non lo è. Se arrivi alla Juve è normale che devi essere un leader perché devi avere una personalità forte, capacità e dedizione al lavoro. Se la Juve sceglie determinati giocatori è perché ha riconosciuto in loro determinate caratteristiche. Non è questione che in questo momento ci sono solo Bonucci e Chiellini come leader, ma che, non vedendo i risultati, il gruppo ne sta risentendo e fa fatica. Ne possono uscire  e tornare quelli che sono soltanto facendo gruppo. Avendo giocatori importanti e un allenatore importante, ci sono tutti i presupposti. Ora devono cambiare i risultati perché alla Juve contano quelli».

Sabato c’è Juve Fiorentina: da doppio ex, che partita si aspetta?

«Mi aspetto una Juve che voglia riscattare le ultime due sconfitte. La Fiorentina sta facendo un buon campionato e può migliorare. Verrà fuori una partita a viso aperto. La Fiorentina vorrà approfittare di questo momento che sta attraversando la Juve. Al tempo stesso, se la Juve gioca da Juve, avrà tante possibilità di portare a casa la vittoria».

Restando in tema Fiorentina, la Juve è interessata a Vlahovic per rinforzare l’attacco. Sarebbe il colpo giusto per il dopo Ronaldo?

«Sostituire Ronaldo credo che sia molto difficile (ride ndr). Chiunque verrà non dovrà essere messo a confronto con Cristiano perché è impossibile arrivare ad un giocatore come lui. E’ normale che qualcosa bisogna fare perché non arrivando i gol vuol dire che c’è bisogno di un attaccante che sia in grado di cambiare il trend non da Juve. I bianconeri devono iniziare a macinare gioco, fare gol e creare situazioni che gli permettano di vincere le partite».

Del Piero ha da poco preso il patentino da allenatore e i tifosi sognano di vederlo un giorno sulla panchina bianconera. Secondo lei, che lo ha conosciuto come compagno di squadra, ha le qualità per riuscirci?

«Credo che Ale abbia le qualità per fare tutto. E’ normale che giocare è un conto e allenare un altro ma Ale ha la personalità e le capacità di imporsi anche come allenatore perché anche quando si giocava era un allenatore in campo e riusciva a dare consigli e a spronare la squadra. Era un leader che si faceva seguire dai giocatori».

C’è un Marco Marchionni nella Juventus attuale?

«No no, forse sono più bravi di me (ride ndr). A prescindere da questo, non credo che ci siano giocatori con quelle che erano le mie caratteristiche. Ci sono giocatori che sono molto più attaccanti e che giocano da esterni. Forse l’unico giocatore in cui mi posso identificare ora è Callejon».

Lotta scudetto: Napoli e Milan sono le uniche favorite per la vittoria del titolo?

«Credo che l’Inter possa tranquillamente entrare nel giro scudetto. Il bello del calcio è che tutto può cambiare. E quindi, anche se alla Juve è a 16 punti dalla vetta, se inizia a macinare punti e a vincerle tutte poi i conti si fanno a maggio. Il distacco è tanto, ma la Juve può permettersi di sperare. Non deve sbagliare, ma se riesce a vincerle quasi tutte, un pensierino può farlo. Non è ancora chiuso nulla. E’ normale che in questo momento Milan, Napoli e Inter sono quelle squadre che possono contendersi il titolo. Non disdegnerei anche la Roma che è una squadra strana ma forte e può dire la sua. Dipende da che andamento avrà».

Si ringrazia Marco Marchionni per la cortesia dimostrata in occasione di questa intervista.