Martusciello: «Per il dominio del gioco serve tempo» – VIDEO

Iscriviti

Martusciello: «Ereditata squadra vincente, per il dominio del gioco serve tempo». Le parole del vice allenatore di Maurizio Sarri

Giovanni Martusciello, allenatore in seconda della Juventus, ha toccato vari temi durante la sua ospitata al Juventus Official Fan Club Ischia.

CAMBIAMENTO – «Negli ultimi 8 anni, sono stati portati trofei importanti, gli scudetti, e la società ha cercato di guardare un pochino oltre: oltre ai trofei, di arrivarci in una maniera differente, arrivare ad avere un dominio del gioco. E’ chiaro che avere tutto e subito non è semplice, se ci soffermiamo al risultato, noi che siamo strettamente legati con la squadra, andremo incontro a delle difficoltà enormi, quindi bisogna estraniarsi da quello che è il risultato finale, che può essere vittoria o sconfitta come è stato, e cercare di far capire a questi ragazzi che la strada per arrivare alle vittorie deve essere un’altra, che non significa chiaramente vincere nell’immediato».

EREDITA’ PESANTE – «Purtroppo si è ereditato una squadra ultra-vincente, non è semplice intervenire in maniera netta, perché comunque dobbiamo confermare quanto di buono hanno fatto i nostri predecessori, però bisogna farlo attraverso un’idea, questa idea è quella di cambiamento e non è semplice avere dei risultati nell’immediato».

BUFFON, CHIELLINI E BARZAGLI – «La fortuna effettivamente è quella di avere in squadra giocatori con grande senso di responsabilità, di attaccamento ai colori sociali, come Buffon, Chiellini e Barzagli. (…) Standoci a stretto contatto, è la verità, non fanno nulla di trascendentale, però quando fanno, si sentono, si vedono e riescono a trasmettere valori che in altre squadre non ci sono. Nei momenti di difficoltà sono loro che ci mettono la faccia, sono loro che si espongono, sono loro che quando c’è una sconfitta, quando c’è da tirare le orecchie a qualcuno sono i primi a mettere la faccia con parole importanti».

AGNELLI – «Il presidente è sempre lì, mangia con noi tutti i giorni, è sempre lì a chiedere nei corridoi, viene tra il primo e il secondo tempo ad ascoltare, vede le facce, non si nasconde a nessun tipo di critica. Quando c’è da dirti qualcosa, te la dice in maniera presente, ti fa capire che lui c’è e che vede, quindi stai attento a non sbagliare il tuo ruolo».

Condividi