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Matuidi: «Dybala Juve? L’addio ha una sola spiegazione»

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Blaise Matuidi, ex centrocampista della Juventus, analizza la situazione in casa bianconera. Le sue parole, da Dybala ad Allegri

Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Blaise Matuidi ha analizzato la situazione in casa Juve.

INTER MIAMI – «Per ora ho accettato il ruolo di ambasciatore del club, che mi piace molto, e continuo a tenermi in forma, ma non so se smetterò. Mi guardo intorno ma senza ansia, sicuramente non mi vedo in campo a 37-40 anni come Giorgio (Chiellini, ndr) e Gigi
(Buffon, ndr)…».


PENTITO DELL’ ADDIO ALLA JUVE – «No, ho passato tre anni bellissimi a Torino, ho ricordi fantastici dei tre scudetti vinti, dei compagni, dei tifosi. Ho avuto la fortuna di giocare in una squadra di altissimo livello e ne vado fiero, ma era il momento di cambiare. E l’ho capito grazie al Covid».

ADDIO DYBALA «Ho un ottimo rapporto con Paulo, ho sentito la notizia ma non ho ancora avuto modo di parlare con lui. È un grande uomo oltre che un grande giocatore, sono molto sorpreso perché penso che per la Juve non sarà affatto semplice sostituirlo e trovarne un altro del suo livello: ha fatto cose fantastiche in questi anni, i tifosi lo adorano e non lo dimenticheranno mai. Sono sicuro che troverà un club che gli permetterà di continuare a crescere e a fare bene. L’unica spiegazione è che la Juventus abbia deciso di rinnovare la squadra. So che è difficile da accettare, ma in queste situazioni bisogna saper voltare pagina».

ALLEGRI – «Con Allegri mi sono trovato benissimo, avevamo un rapporto speciale, ma non ho mai avuto problemi con Maurizio Sarri, come qualcuno ha detto. Quella Juve era alla fine di un ciclo anche se tutti noi pensavamo che avremmo ancora potuto continuare a vincere. Era il momento di salutare. Il ritorno? Nessuno conosce la Juve meglio di lui, non c’è persona più
adatta per aprire un nuovo ciclo. Però ci vuole tempo, perché Allegri è bravissimo ma non ha la
bacchetta magica. Per costruire ci vuole tempo».


SCUDETTO – «Io invece penso che la Juventus possa fare lo scherzetto, anche se è in un momento di transizione ha le capacità per fare una grande rimonta, come è già successo in passato prima che arrivassi io (nel 2015-16, ndr). Sono forti mentalmente, non a caso il motto del club è “fino alla fine”. L’eliminazione dalla Champions League agli ottavi è stata immeritata, è mancata un po’ d’esperienza».