Momblano: «Annullerei la stagione. Dietro le parole di Gravina si nasconde qualcosa…» – ESCLUSIVA

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Luca Momblano, giornalista di Top Calcio 24, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Juventus News 24. Le sue dichiarazioni

La ripresa del campionato, l’assegnazione dello Scudetto, il taglio degli stipendi dei calciatori: sono tanti i temi d’attualità che caratterizzano il momento odierno vissuto dalle varie società calcistiche. Luca Momblano, giornalista di Top Calcio 24, ha parlato – in esclusiva a Juventus News 24 – di quelle che potrebbero essere le soluzioni più pratiche da adottare secondo il suo punto di vista in questo periodo, traslando anche il discorso in ottica Juve.

Tema d’attualità la situazione nel nostro campionato in seguito all’emergenza Coronavirus. Quale pensi possa essere la soluzione migliore per concludere la Serie A?

«Dovremmo tener conto sia del punto di vista economico e sia di quello calcistico. Mentre del primo non abbiamo sufficienti strumenti, del secondo a mio parere la soluzione migliore sarebbe quella di congelare qui la stagione, qualora non ci fossero le possibilità di giocare, rendendo così la stagione nulla. Non verrebbe assegnato il titolo, non ci sarebbero promozioni e retrocessioni e quest’anno è come se non fosse esistito. Io non ci vedo nulla di male, non capisco quale sia il problema. Leggo anche di traslare ad agosto la stagione, ma non mi sembra corretto perché a quel punto rovinerebbe anche la prossima annata calcistica».

Nel caso in cui la stagione non dovesse essere portata a termine, il presidente Gravina ha confermato la volontà di assegnare lo Scudetto. Sarebbe tutelata, in questo modo, la regolarità del campionato?

«Credo che dietro le parole di Gravina ci sia un ragionamento furbesco, e non lo dico in senso negativo perché non ho sufficienti strumenti per giudicare se sia un buon presidente o meno. Penso che questa considerazione nasconda qualcosa, ossia il fatto che Gravina in cuor suo sappia che una settimana/dieci giorni a giugno potrebbero essere rimediati. Quando dice: ‘Lo Scudetto lo vogliamo assegnare’ noi traduciamo ‘Lo diamo alla Juve’ ma non è così. Secondo me lui pensa ‘Se abbiamo ancora una settimana, facciamo una Final Four e lo attribuiamo. Un modo per assegnarlo lo troviamo comunque’. Io non sono contrario ai playoff: mi preoccupa molto il fatto che debba essere scritto un nuovo regolamento volante in Lega e non ho fiducia che ne possa uscire qualcosa di buono. Io son convinto che Gravina tornerà alla carica con questa soluzione…».

Si è parlato anche della possibilità del taglio degli stipendi dei calciatori per far fronte all’emergenza. Qual è il tuo giudizio legato a questa ipotesi?

«È difficile fare i conti in tasca in questo periodo. Faccio due considerazioni: la prima è che le nostre società di calcio hanno lottato a lungo per essere delle aziende, per cui anche per loro si presentano dei rischi in questa situazione. Dico però anche che, come la ditta di famiglia può avere degli sgravi economici, anche le società calcistiche possono reclamare dai lori primi costi, ossia gli stipendi dei calciatori. Io immagino di più delle trattative uno ad uno, con ogni club che dialoga con i propri dipendenti senza una soluzione trasversale. Dall’altra parte ci sono i giocatori, oggetto di morale in questi giorni: per me, se all’interno di uno spogliatoio c’è una voce trainante, ci vorrebbe un bel coraggio ad opporsi a questa scelta… Sono ottimista, sia per la Juve e sia per il calcio italiano».

Campionato che fino a questo momento ha visto il duello in vetta tra Juve (prima in classifica), Lazio ed Inter. Era questo l’impatto che ti aspettavi da Maurizio Sarri nei suoi primi mesi sulla panchina bianconera?

«Dentro di me avevo l’idea che i primi tre/quattro mesi sarebbero stati in altalena, anche se paradossalmente lo sono stati i mesi successivi. Questa altalena l’abbiamo vissuta in una fase delicata della stagione, e questo ci ha spaventato molto. La Juve ha dato continuità nei primi mesi, anche in Champions: sicuramente avere degli scossoni tardi e non subito per Sarri è stato un bene, conquistando così tutti con i risultati fin dal primo momento. La vera domanda, a cui non ci potrà essere risposta a maggio, è se Sarri ha conquistato anche la squadra. Se restiamo su Juve Inter pensiamo positivo, ma se rimaniamo sulla sfida con il Lione pensiamo negativo: quindi il problema resta irrisolto. Avremmo preferito avere delle risposte, visto che il libro di Sarri non è ancora stato scritto».

In estate hai accostato più volte il nome di Pep Guardiola alla corte juventina. Pensi possa essere un nome da tenere in considerazione in ottica futura?

«Credo che ci siano troppe ferite da andare a curare per tutte le squadre per immaginare un mercato allenatori vero. Secondo me Sarri ha aumentato di molto le possibilità di rimanere alla Juve, ma non solo: l’80% di panchine che avremmo messo in dubbio per l’estate non verranno messe neanche in discussione, perché non ce lo si può permettere. Su Guardiola un mese fa avrei detto che avrebbe lasciato di sicuro il Manchester City (e credo che lo saluterà comunque), e non mi stupirebbe dovesse fare un anno sabbatico. La Juve, però, con Agnelli, ci ha riservato delle grandi sorprese negli ultimi anni…».

Parlando sempre di futuro, Paratici ha dichiarato che il calciomercato sarà «come in NBA». Che sessione ti aspetti, dunque, per l’estate e secondo te su che cosa punterà la Juve per rinforzare la squadra?

«Sarà una sessione molto difficile. Questo paragone con l’NBA non l’ho capito: perchè lì i cartellini non hanno valore, mentre nel calcio e nei bilanci i cartellini sono tutto. Potrebbe essere fatto un mercato costruito in stile Pellegrini-Spinazzola: questo però prevedrebbe una finestra caratterizzata da affari solo con società amiche, oppure casi in cui ci sia un’esigenza comune. Ad esempio, la Juve vuole Paredes e il Psg De Sciglio? Ecco, questa sarebbe l’ipotesi. Spostare giocatori su scambi è molto complicato, perché nel mondo del calcio di oggi la radicalizzazione dei procuratori non può essere cambiata in due giorni. Rispetto all’NBA, ci sono tanti fattori di differenza, ma se Paratici voleva dire che ci vorrà fantasia sono d’accordo».

Si ringrazia Luca Momblano per la disponibilità e la cortesia mostrate in questa intervista