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Morata Alice Campello: insulti vergognosi sui social. Adesso basta

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Morata Alice Campello: insulti vergognosi sui social, pubblicati dalla moglie dell’attaccante della Juventus. Adesso basta

Ci troviamo qui ancora una volta, l’ennesima, a condannare vergognosi episodi accaduti sul mare mosso dei social. Episodi che nulla hanno a che vedere con il calcio, e con l’etica della sportività e dei sani valori che questo mondo presuppone. Minuto 80 di Italia Spagna: Alvaro Morata, entrato nella ripresa, fissa il punteggio sull’1-1, cancellando momentaneamente i sogni azzurri dal sapore di finale, poi rimandati ai calci di rigore. Il giorno seguente, la denuncia di Alice Campello. La moglie dell’attaccante della Juventus, attraverso le sue Instagram stories, ha mostrato alcuni dei messaggi deplorevoli ricevuti: «Tanto ai tuoi figli prende un infarto, muoiono ‘ste m***e»; «Tuo marito ha il can**o, i tuoi figli pure»; «Va**a di donna mi vergogno di essere veneta! Invece di far vedere i tuoi soldi aiuta le persone! St***za!». Parole disgustose, rivolte all’intera famiglia Morata, a cui ha fatto seguito la risposta di Alice: «Sinceramente non sto soffrendo per nessuno di questi messaggi, davvero. Non penso nemmeno sia un fattore di “Italiani” ma di ignoranza. Penso però che se fosse successo a una ragazza più fragile, sarebbe stato un problema. Ricordiamoci che è uno sport per unire e non per sfogare le vostre frustrazioni. Spero davvero che in futuro si possano prendere provvedimenti seri per questo tipo di persone, perché è vergognoso e inaccettabile».

Non è la prima volta, purtroppo, che dall’inizio dell’Europeo Morata si sia trovato di fronte a gesti di questa portata nei suoi confronti. Lo stesso Alvaro, dopo la partita contro la Polonia, ha denunciato alla radio Cope gli episodi: «Ho passato nove ore senza dormire dopo il match con la Polonia. Ho ricevuto minacce e insulti alla famiglia, ‘Speriamo che muoiano i tuoi figli’. Però sto bene, qualche anno fa sarei stato molto peggio. Forse non sto facendo il mio lavoro come dovrei, ma la gente dovrebbe mettersi al mio posto e capire cosa significhi ricevere minacce. Io quando arrivo in albergo metto via il telefono, ma la cosa che mi infastidisce e che dicano queste cose a mia moglie e ai miei figli allo stadio. Oggi augurano la morte, ma se dovesse succedere qualche tragedia diranno tutti che era un bravo ragazzo».

Ci troviamo di fronte ad una società abituata a riversare sui social tutto il proprio odio e la propria frustrazione. Abitudine quanto mai errata se, nel farlo, si può causare dolore nel prossimo: mettersi nei panni dell’altro prima di scrivere qualsiasi scemenza aiuterebbe a capire se quello che sto facendo è giusto oppure no. Ma ovviamente tutto è diventato subordinato alla smania di far sentire la propria voce, di scrivere, scrivere e ancora scrivere per partorire anche assurdità che prima dell’avvento dei social network rimanevano nella testa di tali individui. È tempo e ora di finirla.

Morata Alice Campello: messaggi di solidarietà dal mondo Juve

Il mondo Juve, ma non solo, si è stretto affianco ad Alvaro e Alice. Nicolò Fagioli ha postato queste immagini, corredate da una bellissima descrizione.

 

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Un post condiviso da NICOLÓ FAGIOLI (@nicolofagioli)

Roberto Baronio, ex collaboratore di Pirlo alla Juve, ha così sentenziato.

Anche la compagna di Pirlo ha voluto denunciare questo episodi, ricordando anche gli insulti ricevuti dal figlio del Maestro, Nicolò.