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Pjanic Juve e Allegri: ritorno dal “padre putativo”? I pro e i contro

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Miralem Pjanic e la Juventus, un ritorno che non è da escludere. Allegri lo adora e il bosniaco ha reso al massimo con lui

Le notizie dalla Spagna si susseguono su un clamoroso ritorno di Miralem Pjanic alla Juventus. Il centrocampista bosniaco è finito al Barcellona lo scorso anno nell’operazione che ha portato Arthur in bianconero. Avventura molto difficile con Ronald Koeman che non ha concesso tanto spazio a Pjanic e con lo stesso bosniaco sempre critico nei suoi confronti. Pjanic vorrebbe rilanciarsi e l’aria di casa potrebbe aiutarlo: casa in Italia vuol dire Juventus e con il ritorno di Allegri l’accoppiata sarebbe vincente, considerando il rapporto tra i due negli anni in bianconero.

Allegri e l’amore calcistico per Pjanic

Miralem Pjanic arrivò alla Juventus nell’estate del 2016, quella di Higuain e della vendita di Paul Pogba. Una Juve che stava cambiando pelle e che nel giro di pochi mesi si ritrovò a Cardiff dove però perse malamente la finale di Champions League contro il Real Madrid. Pjanic era il fulcro del gioco di Massimiliano Allegri, rimasto orfano di Andrea Pirlo da un anno, di Pogba e di Marchisio con la rottura del crociato: «Miralem può giocare davanti alla difesa, da mezzala o trequartista. Può fare tre ruoli», disse Allegri sul suo arrivo.

E gli elogi non sono finiti, perché quando Allegri apprese la notizia di Pjanic alla Juve gli conferì un ruolo importantissimo in una squadra che vinceva già da 5 anni consecutivi: «L’arrivo di Pjanic è molto importante, va ad aumentare lo spessore del nostro centrocampo e ci dà molte soluzioni su palle inattive. Sono pochi i giocatori che possono alzare il livello, lui è uno di questi».

Spessore, duttilità e qualità del gioco, questo cercava Allegri e questo trovò in Pjanic, come disse in una delle prime uscite di quella stagione contro il San Mauro: «Per quanto riguarda Pjanic, non c’era bisogno di aspettare il test di oggi, è un ragazzo che conosce alla perfezione il calcio quindi in qualunque zona del campo fa bene e ha fatto un buon test come lo ha fatto tutta la squadra».

Pjanic e il rapporto con Allegri

Allegri adora Pjanic e sicuramente questo sentimento è ricambiato. Si evince anche dai numeri: nei tre anni di convivenza alla Juventus, Pjanic ha goduto sempre della certezza del posto da titolare: 135 presenze, 19 gol e 33 assist. Numeri importanti certificati anche da alcuni exploit, come la decisiva punizione segnata al San Paolo contro il Napoli che diede lo Scudetto ai bianconeri, praticamente, l’ultimo con Allegri. E negli anni alla Juve si ricordano anche i siparietti in allenamento orchestrati dall’area social della società, come la gara di Foot Darts.

A testimonianza poi del grande rapporto tra i due, sono arrivate le parole di Medhi Benatia a Tuttosport: «Pjanic considera Allegri un padre putativo. Ci sentiamo spesso, Mire ed io, e proprio l’altro giorno l’ho preso in giro dicendogli “Mire, hai sentito il tuo papà?”. Pjanic è stato un fenomeno con Allegri: è l’allenatore che più ha saputo esaltarne le qualità». Due indizi che spingono al più classico dei ritorni del figliol prodigo, ma non c’è solo l’aspetto emotivo.

Pjanic torna alla Juve: è possibile?

In teoria sì, in pratica è molto difficile. Le notizie da Barcellona favorirebbero il ritorno: Pjanic sfrutterebbe la carta de libertad liberandosi a zero dai blaugrana con l’opportunità di scegliere il suo prossimo club. Ma non basta perché lo stipendio di Pjanic è molto oneroso: 6,5 milioni di euro a stagione e la Juventus ha appena fatto un aumento di capitale da 400 milioni di euro, benzina che secondo il Financial Times sarà utilizzata per ripianare i debiti. Dunque lo spazio di manovra è molto esiguo. In più, un altro ex Juventus potrebbe inserirsi nella trattativa: Fabio Paratici da Londra osserva con attenzione Pjanic per portarlo al Tottenham. Serve dunque il più classico atto d’amore da parte di Pjanic: il ritorno del figliol prodigo alla Vecchia Signora per riabbracciare il padre putativo passa sicuramente dall’abbassamento dello stipendio. Oltre alle mere motivazioni economiche e affettive c’è poi l’aspetto tecnico: Pjanic, classe 1990, assumerebbe il ruolo di chioccia in un centrocampo votato alla linea verde con Arthur (96), Bentancur (97), Rabiot (95) e con l’arrivo probabile di Locatelli (1998). Scelta giusta? In questo senso no, se si vuole tenere una linea di ringiovanimento. Poi ci sarebbe da considerare il ruolo nella Juve di Allegri considerando che il livornese potrebbe giocare a due (Rabiot e Locatelli?) o a tre, aggiungendo Bentancur da mezzala. Insomma, lo spazio di manovra sembra esiguo.