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Pogba (Pogmentary 4): «Alla Juve son diventato uomo. Futuro? Una cosa sarà fondamentale»

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Paul Pogba, protagonista nella docu-serie Pogmentary, ha parlato così di Juve e del futuro nel quarto episodio

Nel quarto episodio della docu-serie Pogmentary, Paul Pogba ha parlato così.

MATUIDI «Ho conosciuto Blaise in Nazionale, siamo molto legati. Ha quattro figli. Io e lui abbiamo fatto lo stesso percorso: forse per lui è stato più difficile. Ha fatto molta strada».

INFANZIA«Siamo cresciuti in posti un po’ pericolosi, non vuoi che i figli crescano così. A noi è andata bene, ad altri no. Ho amici che sono finiti in prigione, altri che sono morti. Vuoi dare loro una vita diversa, che siano sicuri. Vuoi trasmetter loro i valori della vita: il rispetto, il lavoro. Sono cose importanti che voglio che i miei figli capiscano».

BASKET«È il mio secondo sport. Mi piace tutto: l’intensità, il gioco, lo stile. Tutto questo mi attrae. Ho dei modelli: Michael Jordan e Lebron James. Sono il top, anche fuori dal campo. Sono atleti professionisti e uomini d’affari. Hanno le loro pubblicità, mi piacciono fuori dal campo».

VIVERE IN AMERICA«Mi piace la mentalità americana, è più congeniale. Lì puoi fare la tua vita, mi piace il loro modo di pensare. Potrei considerare di viverci. Ci stiamo pensando, forse è un po’ troppo presto. Ma perché no?».

JUVENTUS «Non sei una celebrità perché lo dici tu, sono le persone a definirti tale. L’ho imparato alla Juventus. Mi ha aiutato molto. Volevo dimostrare che quello era il mio posto. Ho detto: ‘Se fai bene, giocherai’. Ho segnato il primo gol da professionista al volo contro il Napoli, è stato fantastico. Sono arrivato che ero giovane a Torino, lì sono diventato uomo».

MERCATO«Non do retta a tutto questo. Non lo posso controllare. Sei sotto contratto, cosa puoi fare? Se il club dice che non ti muovi, non ti muovi. Le persone vogliono sapere tutto, ma non ho niente da dargli. Non rispondo a tutto questo, il mio lavoro è essere in campo, lavorare sul campo».

INFORTUNIO – «Nel 2019 mi sono fatto molto male alla caviglia, doppia frattura. Una grossa operazione, la prima per me. Sei da solo, solo tu. Devi avere una mente forte. Sono tornato, mi sono allenato e detto che sarei tornato più forte di prima. Quando non molli e resti positivo, nulla cambia, sei sempre tu. E ho capito che amo veramente il calcio e che è la mia vita».

ALLENAMENTOGuardi ai giocatori più forti come Ronaldo, Zlatan, c’è sempre qualcuno intorno a loro, si allenano. Vuoi performare al top per tutta la carriera, hai bisogno di qualcuno al tuo fianco. Jared, il mio trainer, ogni tanto lo prenderei a pugni. Ma mi piacciono le persone che mi spingono oltre il mio limite, che mi aiutano a superarlo. Non so se resterò al Manchester United o se me ne andrò, perciò devo sempre essere pronto. Se me ne andrò sarà per il primo trasferimento con la mia famiglia».

TORNARE ALLO UNITED«Sono voluto tornare a Manchester, finché resterò darò tutto me stesso. Sono tornato per vincere, vincere trofei sarà fondamentale per la decisione sul mio futuro».