PUNTO A CAPO – Juve e quell’identità da ritrovare al più presto

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La Juve è in vetta alla classifica, ma ancora alla ricerca della propria identità. La difesa soffre la mancanza di certezze

Non è ancora la Juve di Sarri e non è più la Juve di Allegri, e nella terra di mezzo può anche capitare di perdersi. La transizione dalla vecchia alla nuova filosofia di gioco e di pensiero si sta rivelando più complicata del previsto, anche per via delle assenze pesanti (nfortuni) e della combattività degli avversari (Inter e Lazio su tutti) che stanno rendendo difficile la vita ai bianconeri. Mancano certezze, sicurezze e un’identità ben definita, quello che ha sempre caratterizzato la Juve di Conte prima e Allegri poi. Non è una questione di sistema di gioco (Allegri ne ha variati parecchi da allenatore bianconero) ma di gerarchie: l’ossatura della squadra era ben delineata, così come i punti fermi della formazione.

Tra una partita e l’altra qualche giocatore poteva anche cambiare, ma l’atteggiamento e il modo di interpretare la partita erano sempre gli stessi. Con Sarri invece il discorso è ben diverso. La Juve gioca in un modo o nell’altro a seconda del sistema di gioco e degli interpreti, non ha ancora uno zoccolo duro di titolari e non ha ancora trovato l’assetto definitivo a centrocampo, mentre l’alternanza in attacco toglie punti di riferimento agli avversari ma anche agli stessi compagni di squadra: quando il collettivo stenta non si può sempre fare affidamento sui gol di Ronaldo, o le giocate di Higuain e Dybala. A risentire più di tutto di questa incertezza è la difesa, che viaggia a una media non da Juve di un gol concesso a partita in campionato. I bianconeri sono in vetta alla classifica ma ancora alla ricerca di certezze e soprattutta di una nuova identità.