PUNTO A CAPO – Juve, il caso Bernardeschi: adesso o mai più

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Girone di andata da dimenticare per Federico Bernardeschi, che dovrà cambiare marcia per riprendersi la Juve. O rischia l’addio

Doveva essere la stagione della consacrazione e del salto di qualità definitivo, rischia di diventare un anno da incubo per Federico Bernardeschi, forse il più in difficoltà tra i giocatori a disposizione di Sarri. Sicuramente quello che ha pagato in prima persona il salto da Allegri al nuovo allenatore, faticando particolarmente a confermarsi, a trovare la posizione ideale in campo e imporsi sulla concorrenza. Risultato: un girone di andata da dimenticare con appena 14 presenze in campionato, nessun gol segnato e nessun assist. Poco meglio in Champions: quattro presenze e una rete, l’unica da inizio stagione.

Un’involuzione preoccupante e inspiegabile rispetto all’anno scorso, in cui ha giocato con grande continuità diventando una delle prime scelte in attacco, e capace di decidere sfide delicatissime come quella di Champions contro l’Atletico Madrid. Difficile capire cosa sia successo, se sia una questione più tecnica o mentale, ma da inizio stagione Bernardeschi non ha mai ingranato, e al giro di boa non è ancora ben chiaro in che ruolo giochi: provato inizialmente esterno nel tridente, poi trequartista (ma non ha mai convinto) e infine mezz’ala. Allegri ne aveva intuito le potenzialità da centrocampista, per Sarri dovrà “specializzarsi” proprio in mezzo al campo. Ma in fretta, perché la concorrenza è serrata e la Juve potrebbe decidere di sacrificarlo a giugno, Bernardeschi è arrivato a un bivio: adesso o mai più.