PUNTO A CAPO – Le scelte di Sarri che cambiano la Juve

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La Juve di Sarri sta prendendo forma, al netto dei nuovi acquisti ecco cos’è cambiato rispetto all’anno scorso

Molto è cambiato rispetto alla scorsa stagione. A partire da una rivoluzione in panchina che ha rimescolato le gerarchie juventine, affiancando l’estetica alla pragmaticità del risultato. Con scelte tecniche precise sul campo che stanno cambiando fisionomia a quella che per 5 anni è stata la Juve di Allegri. Fuori Mandzukic, uno degli intoccabili di Max, dentro Higuain, e già in estate Sarri aveva capito di non poter fare a meno di Dybala, rivitalizzato rispetto alla scorso anno, più vicino alla porta e maggiormente coinvolto nel gioco.

Per un giocatore ritrovato c’è chi invece si è perso: Bernardeschi sulla trequarti non ha inciso e sarà indirizzato a centrocampo, Emre Can è ai margini dei progetto tecnico, mentre Khedira (prima dell’infortunio) e Matuidi hanno mantenuto lo stesso peso dello scorso anno, pur avendo cambiato modo di giocare. Pjanic è rimasto al centro del progetto, ma la sua posizione è più avanzata così come sono aumentati i palloni e le responsabilità. In difesa Sarri ha sfruttato l’intuizione di Allegri confermando Cuadrado terzino e dirottando De Sciglio a sinistra, ma ha faticato non poco a imporre la sua zona pura vista l’assenza di Chiellini. D’altronde ogni rivoluzione ha bisogno del suo tempo.

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