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Cucchi: «Inter? Pareggio giusto. La Juve sta ritrovando mentalità» -ESCLUSIVA

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Il giornalista Riccardo Cucchi, in esclusiva per Juventusnews24, ha parlato del match con l’Inter di ieri e non solo

Il gol su rigore di Dybala ha permesso alla Juve di riacciuffare l’Inter, recuperando dopo l’iniziale svantaggio firmato da Dzeko. Con Riccardo Cucchi, storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”, in esclusiva per Juventusnews24.com, abbiamo parlato del derby d’Italia e non solo.

Un suo giudizio su Inter-Juventus?

«Sinceramente mi aspettavo molto di più. Possiamo dire che non è stata una partita spettacolare ma, anzi, è stata opaca. Dispiace che non sia stata la gara che tutti si aspettavano ma credo anche che questo sia il risultato della condizione atletica e mentale non perfetta delle due squadre in questo momento».

Per quello che si è visto in campo il pareggio è il risultato più giusto?

«Per quello che si è visto il pareggio è stato il risultato giusto. L’Inter ha iniziato meglio la partita, ha avuto un approccio migliore rispetto alla Juve nel primo tempo. Nella ripresa, invece, i bianconeri sono usciti fuori, anche grazie ai cambi di Allegri che hanno migliorato l’amministrazione del gioco da parte della squadra».

Allegri ha ricevuto molte critiche per aver lasciato in panchina De Ligt e Chiesa. Sono stati errori che hanno inciso?

«Non penso si possa parlare di errori. Allegri è un allenatore che punta molto sugli equilibri tattici e probabilmente pensava ad una partita più equilibrata, con le due squadre meno sbilanciate in avanti. Il lavoro che ha davanti Allegri è molto complicato, perchè deve riportare la Juve a competere ad un livello più alto di quello visto nella passata stagione. Da qualche settimana, comunque, la squadra è in ripresa».

Con un calendario che ora appare più morbido la Juve può rientrare nel discorso scudetto?

«Bisogna vedere. La marcia di Napoli e Milan in questo momento è molto veloce, si è creata una spaccatura tra loro due e le altre dietro, anche rispetto all’Inter. Una rimonta è complicata, perchè prevede anche un calo degli avversari. Servirà aspettare i prossimi mesi e vedere se, specialmente la squadra di Spalletti, subirà un calo nelle prestazioni. Certamente la Juve è migliorata rispetto all’inizio del campionato, ma ci sono sempre dei limiti tecnici che conosciamo ormai molto bene. Ad esempio il centrocampo non è adeguato. Vero però che la squadra sta recuperando la mentalità, non è brillantissima ancora ma si smarrisce comunque meno rispetto al passato. E’ più solida e alla fine potrebbe anche rientrare in corsa».

Il gol del pareggio è arrivato da Dybala, che ormai appare vicino al rinnovo. Fa bene la Juve a puntare ancora su di lui?

«Secondo me la Juve fa bene a puntare ancora su Dybala. E’ un giocatore che possiede enormi qualità, che deve essere centrale nel progetto tecnico bianconero. Ieri ha messo in mostra la sua classe anche entrando a partita in corso. Ha la capacità di cambiare il corso degli eventi anche se non gioca dal primo minuto. Non ha toccato molti palloni ma, quelli che ha toccato, sono stati di grande qualità».

Parlando del rigore, come giudica la decisione del VAR e di Mariani?

«Preferirei non entrare nel merito della questione. Sono scelte personali. Credo però che ormai si esageri molto, parlando solo di questo e dimenticandosi delle partite stesse».

Tra le avversarie della Juve c’è, come ha detto lei, il Milan. Come si spiega questa differenza di risultati tra campionato e Champions League?

«Il Milan ha fatto progressi straordinari sotto la guida di Pioli, ma è una squadra molto penalizzata dagli infortuni. Lo testimonia la difficile vittoria ottenuta a Bologna, che per questo è ancora più importante. Penso che il calcio italiano sia in debito rispetto a quello europeo, non è adeguato il livello delle nostre squadre a quello delle squadre estere e alla fine questo esce fuori alla lunga. C’è da dire poi che nel girone la squadra ha pescato male, ha trovato avversari molto forti e anche per questo è a zero punti. Non è detto che non rientri in corsa, ma ripeto, il calcio italiano rimane indietro».

Chi sta faticando, al momento, è un altro ex Juve: Maurizio Sarri. Perchè la Lazio non riesce a ingranare?

«Il percorso di Sarri è molto complicato. Ci si aspettava da lui di rivedere il suo Napoli, ma quella squadra è irripetibile. Anche dopo, sia in Inghilterra che alla Juve stessa non è riuscito a ripetersi. Alla Lazio ha giocatori con caratteristiche completamente diverse, serve pazienza perchè la squadra impari a capire quello che vuole il suo allenatore. C’è poi da dire che a Verona si è trovata contro uno splendido Simeone, un avversario nel complesso difficile e con una difesa rimaneggiata perchè mancavano i due centrali titolari. Credo che però alla fine Sarri riuscirà a rendere la Lazio una squadra competitiva».

Come vede, invece, la lotta retrocessione?

«Ci sono squadre più deboli di altre. Vedo principalmente in difficoltà Salernitana, Spezia e Cagliari, mentre altre come il Venezia hanno iniziato meglio. E’ stato bravissimo Zanetti a dare un’identità di gioco di un certo livello. Insomma, è una lotta che vede un certo disequilibrio, ma è presto e da qui a maggio può succedere di tutto».

Si ringrazia Riccardo Cucchi per la cortesia e la disponibilità mostrate nel corso di questa intervista.