
Serena in un’intervista ai microfoni di Tuttosport si è soffermato sulla coppia formata da Kolo Muani e Woltemade. Le sue parole
Dalle reti dei grandi bomber del passato a chi spera di poter ripercorrerne le orme. Il percorso di crescita è ancora lungo per Kolo Muani e Woltemade, protagonisti della rimonta bianconera in terra spagnola. L’analisi di Aldo Serena ai microfoni di Tuttosport fa luce sulla convivenza tattica tra i due attaccanti.
Rientrato da Vigo, l’ex attaccante ha spiegato il momento chiave della rimonta: «La Juve aveva di fronte una formazione compatta, attenta, chiusa e abilissima nel mettere a punto un pressing costante. Era difficilissimo trovare spazi per vie centrali. In quei casi hai solo una soluzione: puntare sull’intraprendenza dei due esterni. Ma a parer mio a Chico e Alajbegovic è mancato il coraggio nell’uno contro uno. E poi, appunto, non crossavano la palla in area, nonostante fosse abitata da uno come Woltemade».
Sul tedesco impiegato come unico terminale offensivo, le considerazioni evidenziano luci e ombre: «A metà. Mi spiego: non è molto veloce ma è un attaccante molto associativo e funzionale per il gioco di Spalletti. Ha una buona tecnica e la sfrutta per dialogare bene con i compagni. Deve però capire meglio quando giocare la palla di prima e quando stopparla per attendere che arrivi il centrocampista a sostegno. Ecco, su questo fondamentale ha molto da lavorare».
Entrando nel dettaglio di un errore tecnico, le osservazioni di Aldo Serena mettono in guardia la squadra: «Nella ripresa gli ho visto giocare una palla di prima nella sua metà di campo – a meno di 20 metri dalla porta – che il Celta ha intercettato subito. Errori così rischi di pagarli davvero cari. Se giochi centravanti devi tenere palla, difenderla e magari prendere pure qualche fallo. Resto comunque convinto che possa giocare punta. Ai suoi compagni il compito di capire che attorno a lui possono aprirsi opportunità legate per lo più alle sue caratteristiche fi siche che alle sue qualità».
In merito all’intesa tra i reparti offensivi, la lettura tecnica dell’ex attaccante conferma la perfetta complementarietà della coppia: «Le faccio un esempio: al Balaidos abbiamo avuto la conferma che Kolo si esalta quando ha la possibilità di svariare sulle corsie e di attaccare la profondità in campo aperto. Ma ha bisogno di un diversivo per potersi ritagliare quegli spazi e Woltemade lo aiuta tantissimo in questo senso. Il perché è semplice: il tedesco, quando gioca nel mezzo, catalizza l’attenzione dei centrali avversari, soprattutto sui palloni alti. Per Kolo così è più facile lavorare sui movimenti del compagno per sgattaiolargli alle spalle e andare lui a colpire di testa. Proprio ciò che è accaduto contro il Celta».
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Sulla possibilità di vederli schierati insieme fin dal primo minuto, il parere espresso da Aldo Serena non lascia dubbi: «Possono coesistere benissimo, perché sono complementari. O meglio: compensano le rispettive manchevolezze. Quindi sì, vorrei vederli insieme dall’inizio. Poi c’è da dire che Koopmeiners non andava mai a rimorchio. Quindi non ha aiutato per nulla Woltemade. Detto questo, credo che anche uno come Nico possa trovarsi benissimo con lui: è stato lo stesso Spalletti a sottolineare che è il miglior colpitone di testa che hanno in rosa».
Soffermandosi sulla crescita di Kolo Muani ha detto: «Il francese va aiutato servendolo in area di rigore. Comunque direi di sì, ora che ha rotto il ghiaccio con due gol di fila. Quando un attaccante prende fiducia e acquista coraggio si spiana la strada da solo», aggiungendo poi sul rendimento dei singoli: «Sarr mi è piaciuto moltissimo, Kelly purtroppo no. L’ho visto a disagio e poco inserito nel contesto di gioco, nonostante avesse già fatto qualche spezzone di partita».