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Serie A, no alla proposta di anticipare il derby a domenica alle 12.00! La Lega ufficializza il ricorso al TAR, cosa succede per Juve Fiorentina

Serie A, no all’ipotesi di anticipare il derby di Roma a domenica alle 12.00! La Lega ha ufficializzato il ricorso al TAR, ultime per Juve Fiorentina
Il braccio di ferro tra le istituzioni e il mondo del calcio ha raggiunto il suo epilogo più teso. Secondo quanto appreso dall’ANSA da fonti qualificate, la proposta della Lega Serie A di anticipare alle ore 12:00 di domenica la sfida tra Roma e Lazio è stata dichiarata “non percorribile”. Di conseguenza, resta confermata la decisione del prefetto di far disputare l’attesissimo derby della Capitale nel posticipo di lunedì 18 maggio alle ore 20:45.
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La decisione della Prefettura è figlia di una valutazione strettamente legata all’ordine pubblico e alla sicurezza. La concomitanza con le fasi finali degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico è stata ritenuta un ostacolo insormontabile per la gestione della mobilità urbana: le autorità hanno considerato impossibile garantire il controllo di due eventi di tale portata nello stesso quadrante cittadino durante la mattinata domenicale.
La Lega Serie A, tuttavia, non ha alcuna intenzione di accettare passivamente il provvedimento. Via Rosellini ha infatti già presentato un ricorso d’urgenza al TAR del Lazio, chiedendo l’annullamento dell’ordinanza prefettizia. Per i club, la posta in palio è altissima: lo slittamento del derby costringerebbe a riprogrammare altre quattro partite (tra cui Juve-Fiorentina e Genoa-Milan) per rispettare il principio della contemporaneità nelle gare decisive per la zona Champions League.
Il rischio concreto è quello di un danno economico e sportivo senza precedenti, con la regolarità del campionato messa in discussione proprio nelle giornate finali. Se il tribunale amministrativo non dovesse intervenire, la Serie A vivrà un inedito lunedì sera con cinque match in contemporanea, stravolgendo le abitudini dei tifosi e gli accordi sui diritti televisivi. Il calcio italiano resta ora in attesa della sentenza definitiva, mentre il caos calendario continua a far discutere l’intera opinione pubblica.