
Spalletti corre ai ripari dopo il ko col Sassuolo: pronte modifiche tattiche, cambio modulo e possibili soluzioni in vari reparti. I possibili scenari
La sconfitta rimediata al Mapei Stadium contro il Sassuolo ha evidenziato in maniera inequivocabile la mancanza di equilibrio tattico della Juventus. Il pesante infortunio occorso a Manuel Locatelli ha riportato alla luce vecchi fantasmi del passato: senza l’italiano la squadra bianconera subisce più reti. Un assetto con quattro attaccanti richiede un ritmo forsennato, pressing continuo e distanze cortissime sul campo, caratteristiche mancate a causa del poco dinamismo mostrati da Douglas Luiz e Teun Koopmeiners. A complicare il quadro si sono aggiunte le disattenzioni di Gleison Bremer, apparso in netta difficoltà. Con questo passo falso, salgono a 8 le sconfitte complessive della gestione tecnica di Spalletti su 42 panchine, mentre le reti incassate toccano quota 13.
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Per uscire rapidamente dalle sabbie mobili, Luciano Spalletti intende correre ai ripari inserendo un centrocampista in più nell’undici di partenza. L’idea principale della guida tecnica è quella di virare stabilmente verso un compatto 4-3-3, oppure riproporre il modulo precedente ma inserendo Weston McKennie nel ruolo di incursore offensivo per garantire maggiore compattezza ed equilibrio in fase difensiva. Il pieno inserimento di Pape Sarr si preannuncia determinante per blindare il reparto e garantire la necessaria copertura e solidità alla mediana.
Le imminenti sfide contro il Nec in Europa League e l’Atalanta in campionato rappresenteranno banchi di prova fondamentali per testare le nuove contromisure. In campo europeo, potendo contare su un pacchetto ristretto di interpreti, il tecnico bianconero medita seriamente il debutto di Augusto Owusu. Promosso dalla Next Gen, il classe 2005 ha attirato le attenzioni dello staff grazie a personalità ed energia. Tra le possibili varianti tattiche al vaglio resta viva anche l’ipotesi di adattare Andrea Cambiaso come mezzala pura, una mossa utile per evitare il passaggio a un assetto a tre dietro che limiterebbe il potenziale degli esterni d’attacco a disposizione.