Staskova: «Mi dicevano che il calcio non era per me, ora gioco alla Juve»

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Staskova: «Mi dicevano che il calcio non era per me, ora gioco alla Juve». L’attaccante della Repubblica Ceca si racconta

Andrea Staskova, attaccante della Juventus Women, ha parlato in un’intervista a Juventus TV di vari aspetti riguardanti la sua vita e la squadra bianconera.

INIZI – «Mio padre era anche il mio allenatore, mia madre dalle tribune gli urlava di non urlarmi dietro. Dopo la tripletta (con la Juventus, ndr) ho portato a casa il pallone, ma ho voluto che le mie compagne lo firmassero, perché mi hanno aiutato a fare quella tripletta. Quando ho iniziato a giocare, mio padre faceva l’attaccante quindi voleva che anche io diventassi attaccante e segnassi molti gol. Quando avevo 12 anni ho segnato circa 100 gol nelle partite contro i ragazzi. Mio padre mi ha detto che potevo non fare il portiere, perché sapevo segnare».

CITTA’ – «Mi piace Torino come città, adoro il cibo e anche il caffè. Sono nata in una città piccola, Znojmo. E’ vicino al confine con l’Austria, ad un’ora da Vienna. Ho iniziato a giocare a calcio nella squadra del paese in cui giocava mio padre».

CALCIO – «A quattro anni ho iniziato a giocare a calcio con lui. Quando ero a scuola mi veniva detto che il calcio non era una cosa da ragazze. I ragazzi mi odiavano, per me era molto difficile. Ma i miei genitori mi hanno aiutato molto sotto questo aspetto. Poi sono migliorata e continuavo ad allenarmi sempre di più e ora sto dimostrando che le eragazze possono giocare alla Juventus».

JUVE – «Quando ho saputo che la Juventus era interessata a me, è stata una sensazione incredibile. Io e la mia famiglia abbiamo festeggiato, perché una ragazza della Repubblica Ceca che veniva da un paesino stava per andare alla Juventus»

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